Sanremo 2018: sensazioni post conferenza stampa, tra disfattismo e populismo


Sanremo 2018: sensazioni post conferenza stampa, tra disfattismo e populismo

Abbiamo seguito la conferenza stampa di presentazione della 68esima edizione del Festival di Sanremo il 9 gennaio 2018. Dopo aver ascoltato le parole di Claudio Baglioni e degli addetti ai lavori, proviamo a fare il punto della situazione con quelle che sono le nostre sensazioni. 

Proviamo a fare un breve elenco di cose che non ci hanno convinto a pieno dopo la conferenza stampa di presentazione del 9 gennaio 2018

1- FESTIVAL PER LE MASSE O FESTIVAL DI NICCHIA? Claudio Baglioni ha più volte ribadito che Sanremo è una festa, è un evento che coinvolge tutto il pubblico, una sorta di evento di massa, se così possiamo dire. Una festa per tutti e con tutti. Se fosse così il linguaggio da usare dovrebbe essere molto semplice e poco sofisticato. A giudicare dalle scelte fatte da Baglioni, come per esempio quella della scenografia che da bianca cambierà colore ogni sera il suo concetto diventa filosofico, o comunque complesso, qualcosa che è davvero molto lontano dalle masse. Anche il modo stesso di parlare di Baglioni in conferenza stampa, modo di parlare che rispecchia sicuramente il suo stile, è bel lontano da un certo target di pubblico ( come dire, dalla pancia degli italiani, per intenderci).

La nostra sensazione è che questo Sanremo sarà un Festival di nicchia. Il che non è di certo qualcosa di negativo, bisognerebbe però averne la consapevolezza.

2- DISFATTISMO NO GRAZIE. Troppe giustificazioni e troppe ipotesi di disfatta. Nella conferenza stampa di vigilia non può “mettere le mani avanti”. Ascolti a parte, se credi in un progetto lo porti avanti fino alla fine a prescindere da quello che il pubblico penserà. Baglioni invece più volte ha cercato di giustificarsi, spiegando per esempio di aver rifiutato più e più volte il Festival e spiegando poi che per accettarlo ha imposto una sorta di sua dittatura, per esempio sceglierà anche le divise degli orchestrali. Se ti assumi questo genere di responsabilità ne parli con orgoglio, non con presunzione e arroganza ma neppure con disfattismo. 

3-PER FORTUNA CHE C’E’ MICHELLE. Non sappiamo ancora come saranno distribuiti i ruoli sul palco. Il che non è un male ma ci porta a pensare che questo Sanremo possa avere diversi volti a secondo di chi avrà la parola. Pensiamo per esempio all’energia travolgente di Michelle Hunziker in conferenza stampa, e meno male che c’era lei. La conduttrice e Favino sono probabilmente una coppia ben amalgamata, con ritmi veloci, un po’ in stole Carlo Conti. Baglioni invece non sta sul pezzo, recepisce in differita anche le frecciatine. Potrebbe funzionare quindi la sua conduzione in solitaria e quella di coppia affidata invece a Michelle e Pierfrancesco Favino. 

4-IL POPULISMO CHE NON CONVINCE. Anche quest’anno come spesso capita, c’è grande attesa per gli ospiti internazionali. Più volte anche su questo sito abbiamo sottolineato il fatto che la presenza di attori stranieri non serviva sul palco dell’Ariston. Lo ha fatto anche Baglioni, e fin qui nulla di male. Se solo il direttore artistico si fosse limitato a dire che per sua scelta in questa edizione del Festival ci saranno solo talenti e artisti italiani, tutto avrebbe avuto un senso. Se però esordisci dicendo che molte star arrivavano solo per farsi una vacanza a Sanremo, allora è come se volessi conquistare il populicchio il che non va bene anche perchè, diciamolo pure, le star non hanno bisogno dei soldi di Sanremo per farsi una vacanza in Italia. 

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