Il perdono di Diego Dalla Palma al prete che ha abusato di lui: l’ultima telefonata

L’intervista a Diego Dalla Palma a Oggi è un altro giorno non è come le altre. Non ha accuse da rivolgere nonostante avrebbe tutto il diritto di farlo. Parla sereno degli abusi subiti da ragazzino: l’abuso di un prete che prima di morire l’ha telefonato. Tutto è accaduto in un istituto di preti, lì Diego Dalla Palma era arrivato felice di potere studiare. A convincere sua madre erano stati un’insegnante e il preside della sua scuola. In quell’istituto di preti ha subito abusi, dai preti, e non era l’unico. “Bisogna andare avanti” e non è in tv per raccontare con dolore cosa è accaduto ma ricorda che suo madre diceva che quello che facevano i preti era tutto perfetto. “Mi sembrava il prezzo da pagare per restare lì, per studiare e andare a teatro”. Non dà colpe a se stesso e non le dà ad altri ma Serena Bortone precisa ciò che giusto chiarire: “Inutile dire che qualunque abuso è più che condannabile” ma Diego Dalla Palma parla di perdono.

QUELLA TELEFONATA FATTA PRIMA DI MORIRE

Sa che ci sono ancora tante persone in vita che sanno cosa succedeva in quell’istituto. Dalla Palma ricorda un prete dal quale riceveva attenzioni, un prete grosso. Non dice molto ma ricorda che dopo tanti anni l’ha sentito, quasi non ricordava più il suo nome. Un giorno la sua assistente gli disse che c’era lui al telefono. Una voce molto anziana, un filo di voce. 

“Alla fine mi ha detto qualcosa di terribile ma per me vivificante: ‘Ti posso chiedere una cosa? Mi vuoi bene?’ E io ci ho pensato un po’ e gli ho detto sì, le voglio bene… Ed è andato in pace. Se gli avessi detto di no cosa sarebbe cambiato nella mia vita? E bisogna quindi coltivare anche il perdono”. Il racconto di Diego Dalla Palma ci lascia perplessi.

“Io ho conosciuto preti straordinari, credo fortemente in Gesù Cristo perché mi sono preso la briga di leggere tante cose e Papa Francesco è una gioia” il suo passato non l’ha reso ateo, è sereno, ma ovviamente c’è molto altro a cui non può credere.

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