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Pio e Amedeo: “Siamo alla follia, non fate finta di non capire quello che abbiamo detto”

Pio e Amedeo rispondono a chi aspetta le scuse dopo il monologo di Felicissima Sera


Dopo il post di ringraziamenti Pio e Amedeo rispondono alle polemiche per il monologo di Felicissima Sera. A tre giorni di distanza rompono il silenzio, magari credevano che tutto si sarebbe placato prima ma i due comici pugliesi hanno diviso il pubblico e forse anche chi non ha visto nemmeno un attimo del programma. “Siamo alla Folliaaaaa”, inizia così il post di Pio e Amedeo: “Qualcuno forse da questo post si aspetta delle SCUSE…” scuse che avvisano subito non arriveranno. Pensano che molte persone che hanno attaccato il loro monologo non l’abbiano visto per intero: “E che tanti lo abbiano guardato già prevenuti. Bene, ci rivolgiamo a loro, a voi”. “Non fate finta di non capire quello che abbiamo detto perché “vi” fa comodo trasformarlo nella solita querelle politica da quattro soldi”.

PIO E AMEDEO: “LA POLITICA NON CI APPARTIENE”

“La politica non ci appartiene. La politica ci omaggia di spunti e personaggi senza distinzioni di partiti per fare quello che vogliamo fare, SATIRA, come abbiamo sempre fatto è chiaro il messaggio e il post continua rivelando esperienze che hanno vissuto e che pochi conoscono: “Mentre alcuni di “voi” erano impegnati a mettere l’arcobaleno nella foto profilo sui social, i sottoscritti qualche anno fa, sono andati in Russia a respirare la puzza dell’omofobia. Ci siamo messi in prima linea in uno Stato dove non badano troppo ai modi, perché insieme a Vladimir Luxuria eravamo lì per far sentire la voce per il diritto di uguaglianza, e di buona risposta siamo stati spinti in una macchina con violenza da energumeni e siamo stati buttati fuori fisicamente a calci da quel paese dove gruppi di imbecilli adescano ragazzi gay su internet per incontrarli, pestarli e fare un video per postarlo con fierezza sui social… il tutto senza gridare nessuna parola “politicamente scorretta”, incredibile!”.

Pio e Amedeo si rivolgono a chi continua a scrivere e a urlare che le “Parole hanno la loro importanza: “Eccome se ce l’hanno…ma non SONO NULLA IN CONFRONTO ALL’INTENZIONE! È logica: “le parole non valgono quanto l’intenzione!” Questo abbiamo detto! NON CI PROVATE”,

Chissà se a tutti arriverà il messaggio nel modo esatto in cui vogliono arrivi. Provano spiegarlo nel modo più semplice: “Si può fare così schifo anche usando solo termini “politicamente corretti”. Passiamo al nostro suggerimento di usare l’ironia: l’utilizzo dell’ironia laddove si può, è chiaro, è solo quello di tentare di disinnescare l’offesa. NESSUNO HA DETTO CHE l’IRONIA DISINNESCA LA VIOLENZA!
La risata è solo un palliativo all’ignoranza, perchè se l’ignoranza è come il covid, il sorriderci su e non dare troppa importanza ai vocaboli è il vaccino. E IL VACCINO NON È LA CURA! sorriderci su è solo l’ombrello sotto l’acquazzone”. 

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