Alice De André a La volta buona: “Con papà un rapporto bellissimo” e lei è davvero bellissima
A La volta buona Alice De André racconta anche del bellissimo rapporto che c'è con suo padre Cristiano De Andrè
Alice De Andrè a La volta buona confessa che non canta e non balla, lei fa teatro, conduce, il talento ce l’ha ma non è lo stesso di Cristiano De André e ovviamente del nonno. Confida del bullismo subito da ragazzina per il suo cognome e perché era bella e lo è ancora. L’invidia forse è anche per la sua simpatia, Alice De André conquista tutti, lei non ha drammi di cui parlare ma con il più dolce dei sorrisi parla del suo papà.
Alice De Andrè ha un rapporto bellissimo con suo padre Cristiano, si somigliano e non solo fisicamente. Un legame che nel tempo è cresciuto anche quando sono diventati colleghi e addirittura amici. >>>Francesca De André contro il padre: “si è fatto una risata parlando della mia salute, delle masse tumorali”
A La volta buona Alice De André la figlia di Cristiano De André
“Tra me e papà c’è un rapporto molto bello, siamo belli tosti entrambi e c’è un rapporto bellissimo che si è evoluto nel tempo. E la cosa bella è che oltre ad essere padre e figlia oggi siamo amici, siamo colleghi, siamo tutto” e Alice De André lo racconta mentre la regia de La volta buona mostra le loro foto insieme, scatti del passato e scatti più recenti.
Lei bambina, piccolissima tra le braccia del padre e oggi sempre insieme sorridente, pronti a prendersi anche in giro. E lei un po’ lo fa quando con Caterina Balivo racconta del problema tecnico all’ultimo festival di Sanremo.
“Un rapporto che è molto completo e sì sono molto fortunata” e piace a tutti questo commento, il racconto di Alice sul padre. Tutti ricordano che invece, Francesca, la sorella, racconta altro del legame con il padre che è stato a lungo un continuo scontro e forse adesso non c’è più rapporto tra loro.
Nipote di Fabrizio e figlia di Cristiano ma lei sceglie il teatro: “Voglio dimostrare di saper stare sul palco, al cognome non rinuncio”. La vedremo in “Alice non canta De André”. “Non per ribellione, né per distanza. È che la voce di Alice non imita, racconta. Non si alza per fare il verso: si abbassa per farsi ascoltare. C’è un violoncello sul palco. C’è una storia, un nonno mai conosciuto, canzoni che hanno segnato i passi, profumi di Sardegna, ricordi rubati, domande senza risposta, momenti buffi, teneri, spiazzanti. E poi c’è lei, Alice, che prova a diventare sé stessa. Con un cognome pesante sulle spalle e una leggerezza tutta sua nei piedi”.
Sarà in scena dal 7 febbraio 2026 a Milano, a Bologna, a Genova e tante altre date.