Andrea Mainardi parla della malattia agli occhi: «Vedo solo da uno, ma oggi si è fermata»

In una intervista al Corriere della sera, Andrea Mainardi è tornato a parlare della sua malattia agli occhi spiegando come sta oggi

andrea mainardi parla della sua malattia

Andrea Mainardi torna a parlare della malattia agli occhi che ha segnato una parte importante della sua vita. Lo chef, volto molto amato della televisione italiana grazie anche alle tante esperienze al fianco di Antonella Clerici, si è raccontato in una lunga intervista al Corriere della Sera, spiegando come stanno oggi le cose. La patologia di cui soffre si chiama cheratocono e Andrea Mainardi ha rivelato di vedere attualmente soltanto da un occhio.

La buona notizia è che la situazione appare stabile: «Oggi la situazione è stabile. Gli occhi sono fondamentali e io ci vedo solo da uno, ma la malattia si è fermata grazie alla ricerca», ha raccontato lo chef. Una condizione che richiede comunque controlli costanti, anche se Mainardi guarda con fiducia alle nuove possibilità offerte dalla medicina e spera che un giorno possa riuscire a recuperare la vista anche dall’altro occhio.

Andrea Mainardi e il cheratocono: il trapianto di cornea e le cure

Andrea Mainardi ha raccontato anche il percorso affrontato negli anni per cercare di fermare la malattia. I due occhi hanno avuto bisogno di trattamenti differenti: in uno, come ha spiegato con parole molto semplici, attraverso «delle gocce e il laser» i medici sono riusciti a bloccare la progressione della patologia; per l’altro, invece, è stato necessario sottoporsi a un trapianto di cornea.

Oggi lo chef continua a effettuare esami frequenti e ha spiegato che gli è stata confermata anche la patente, un elemento che per lui rappresenta un ulteriore segnale positivo. «Direi che procede bene», ha commentato. Andrea Mainardi non ha nascosto di essersi confidato pubblicamente sulla sua condizione in un momento di particolare fragilità, ma proprio quella scelta gli ha permesso di entrare in contatto con moltissime persone che stanno affrontando il suo stesso problema.

Che cos’è il cheratocono, la malattia di Andrea Mainardi

Ma che cos’è il cheratocono? Si tratta di una patologia cronica e progressiva che interessa la cornea, cioè la membrana trasparente situata nella parte anteriore dell’occhio. Nel cheratocono il tessuto corneale perde progressivamente rigidità e resistenza, tende ad assottigliarsi e a deformarsi verso l’esterno assumendo una caratteristica forma conica.

Questa alterazione modifica il modo in cui la luce viene messa a fuoco e può provocare visione sfocata e distorta, astigmatismo irregolare e un progressivo peggioramento della qualità visiva. Può interessare entrambi gli occhi, anche con gravità molto diversa, e compare frequentemente durante l’adolescenza o in giovane età. Una diagnosi precoce è particolarmente importante perché consente agli specialisti di valutare tempestivamente i trattamenti utili a contrastarne la progressione.

Le nuove cure per il cheratocono e il messaggio di Andrea Mainardi ai giovani

Negli ultimi anni le possibilità terapeutiche sono aumentate. Tra i trattamenti utilizzati c’è il cross-linking corneale, una procedura che punta a rendere la cornea più resistente e a frenare l’evoluzione del cheratocono attraverso l’impiego combinato di riboflavina, cioè vitamina B2, e raggi UVA. Nei casi più avanzati, quando la cornea presenta alterazioni importanti, può invece rendersi necessario il trapianto, proprio come è accaduto a Andrea Mainardi per uno dei suoi occhi.

Lo chef oggi cerca anche di trasformare la propria esperienza in un aiuto per chi gli scrive spaventato: ha raccontato, per esempio, di aver ricevuto recentemente il messaggio di una ragazza preoccupata perché avrebbe dovuto affrontare un trapianto. Essendoci già passato, Andrea Mainardi ha provato a rassicurarla. Il suo invito resta soprattutto quello di affidarsi a professionisti e centri specializzati, senza sottovalutare una patologia che necessita di controlli e percorsi terapeutici personalizzati. E mentre continua a monitorare attentamente la sua situazione, resta aperta anche una speranza: le nuove tecniche potrebbero offrirgli in futuro la possibilità di recuperare parte della vista nell’occhio che oggi non gli permette di vedere.

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