Canzonissima è Cantando con le Stelle? La prima puntata è tutta un deja vu
Liturgie troppo simili fra Canzonissima e Ballando con le Stelle: nel nuovo show di Rai Uno mancano solo le palette!
Si può riportare in vita un programma televisivo rimasto negli scantinati della Rai per ben 51 anni? Una persona sana di mente penserebbe chiaramente che una operazione del genere è folle, rischiosa o quanto meno parecchio complicata. Del resto mezzo secolo fa la televisione era realizzata con altre professionalità, con altri mezzi e con artisti che oggi non ci sono più. Qualcuno però questa scommessa l’ha voluta fare: Milly Carlucci è andata in onda con la prima sgangherata puntata di Canzonissima 2026, il reboot dello storico show musicale del Primo Canale Rai in una nuova veste dove chiacchiere, ospiti, fillmati emotivi ed esibizioni sono i mezzi con cui annullare la competizione e lasciar spazio ad una trasmissione che si propone sostanzialmente come un varietà canoro con commentatori a bordo campo. Uno strano ibrido che, mixato all’imperfezione di un esordio in diretta televisiva, ha lasciato trasparire più di una lacuna.
Canzonissima è Cantando con le Stelle?
Il marchio di fabbrica di Milly Carlucci c’è. La sorridente conduttrice tira avanti la carretta di Canzonissima per quattro ore senza mai perdersi d’animo e provando in più occasioni ad arrangiarsi quando si trova nell’impaccio di mandare la pubblicità rompendo una conversazione o quando il troppo vaneggiare rischia di portare lo show fuori pista. A Canzonissima c’è però un altro marchio di fabbrica ben visibile: quello di Ballando con le Stelle.
La scaletta della prima puntata è completamente sovrapponibile a quella di una qualsiasi puntata del celebre talent show autunnale di Rai Uno: si parte dalla sigla iniziale balla da un corpo di ballo e con i concorrenti in fondo alla scena che in piedi attendono di essere annunciati, poi Milly Carlucci elenca gli artisti che si esibiranno in puntata e li manda fuori dallo studio. E poi via: ogni performer entra non prima di una sequela di lunghi filmati di presentazione emotivi che lasciano poi spazio al momento cantato. Le esibizioni vengono poi immediatamente commentate dai giudici / opinionisti con l’artista ancora in scena al fianco della conduttrice. Persino gli ospiti di puntata – vedi Papaleo e Pandolfi – si sono cimentati incautamente in una performance vocale per promuovere il loro film al cinema; praticamente dei Canterini per una Notte.
A dare una piccola svolta di originalità al programma arriva sui titoli di coda: il sistema di voto che ha eletto la prima Canzonissima di questa edizione. Opinionisti, performer e pubblico da casa hanno potuto esprimere la loro preferenze con una scelta secca e palese, senza tesoretti, bonus, palette da alzare o classifiche da ribaltare o semplicemente da mostrare. Una piccola chicca, non spiegata benissimo per altro, che risulta comunque insufficiente nell’ottica di dare una sua identità a Canzonissima che mezzo secolo fa ne aveva eccome. Il dubbio rimane sempre lo stesso: si può riportare in vita un programma televisivo rimasto negli scantinati della Rai per ben 51 anni? Agli Ascolti Tv del mattino l’ardua sentenza.