Gravidanza, gli ansiolitici aumentano il rischio di aborto nel primo trimestre


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In gravidanza l’uso di ansiolitici può far aumentare il rischio di aborto spontaneo nel primo trimestre. Questo è il risultato di uno studio canadese che è stato pubblicato sulla rivista Jama Psychiatry. Pare che l’assunzione di benzodiazepine, farmaci che vengono comunemente utilizzati per far fronte ai disturbi relativi all’ansia, sia associata ad un aumento dei rischi relativi all’aborto spontaneo nel corso del primo trimestre.


Ansiolitici in gravidanza e rischio di aborto spontaneo: lo studio

Le benzodiazepine sono degli psicofarmaci, nello specifico ansiolitici, che vengono utilizzati in gravidanza per far fronte a disturbi dell’umore, ansia e problemi legati al sonno. Tali farmaci possono attraversare la barriera della placenta. Sono diversi gli studi che suggeriscono di fare attenzione alla somministrazione di questi farmaci in gravidanza, perché potrebbero avere delle ripercussioni nello sviluppo successivo del feto.

L’Agenzia Italiana del Farmaco, l’AIFA, è però emerso che le malformazioni fetali segnalate sono sporadiche, come nel caso di labbro leporino e labio-palatoschisi. Possono esserci dei rischi anche al termine della gravidanza, quando l’uso di ansiolitici può portare in qualche modo a stress neonatale o respiratorio. Dati i rischi potenziali di questa tipologia di farmaci, questi sono stati classificati nella categoria D dalla FDA, ente americano per il controllo di farmaci e alimenti. Questo significa che i benefici potenziali possono giustificarne l’utilizzo nel corso della gestazione anche in presenza di rischi.

Ci sono anche degli studi che hanno ipotizzato un collegamento con il rischio di aborto spontaneo nel primo trimestre. I ricercatori canadesi, sotto la guida di Anick Bérard, che lavora presso il centro ospedaliero-universitario Sainte-Justine di Montreal, hanno messo l’accento proprio su questo punto. Gli studiosi hanno raccolto una serie di dati da un database con informazioni riguardanti le prescrizioni mediche effettuate tramite il servizio sanitario nazionale. Inoltre sono state raccolte anche informazioni sulle caratteristiche cliniche di circa 440mila donne di età compresa tra i 15 e i 45 anni, con una gravidanza nel periodo che va dal 1995 al 2015.

Sono stati presi in considerazione 27mila casi di aborto spontaneo tra le 6 e le 19 settimane di gestazione, ai quali sono stati affiancati 134mila controlli al fine di effettuare un confronto. E’ dunque emerso che, tra i casi di aborto spontaneo, emergevano delle prescrizioni di ansiolitici, benzodiazepine, poco prima l’inizio della gravidanza o nei primi mesi. Il rischio di aborto spontaneo è dunque risultato più elevato per queste donne. Il rischio di aborto è pari al 10-11% per coloro che hanno assunto ansiolitici, e del 6%, quasi la metà, per chi non aveva preso questi farmaci. Il rischio di aborto sarebbe inoltre legano anche al maggiore dosaggio di benzodiazepine.


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