Libri più belli da leggere, L’ultimo cavaliere

Libri più belli da leggere  – Recensioni: La Torre Nera. L’ultimo cavaliere

Abbiamo amato la saga de Il Signore degli Anelli, divorato le divertenti pagine dei sette libri delle Cronache di Narnia e del simpatico maghetto Harry Potter. Quello che è successo a noi capitò circa quarant’anni fa al giovane Stephen King con la trilogia di Tolkien: innamorato di quel mondo il futuro Re del Brivido si mise in testa di scrivere una sua avventura epico. Certo, si disse King, non poteva essere sulla scorta della Terra di Mezzo. E così lasciò passare del tempo, tante buone letture e fu stregato dai film spaghetti western di Sergio Leone. Nel 1982 rilasciò alla casa editrice il primo libro della sua bellissima e originalissima saga fantastica che vedeva al centro dell’attenzione la cerca della ancestrale e misteriosa Torre Nera da parte di un altrettanto sconosciuto ma affascinante cavaliere. Oggi vi parliamo di questo primo episodio dell’epopea di King intitolata appunto La Torre Nera. L’ultimo cavaliere, nella nostra edizione Sperling & Kupfer, 2003, 224 pagine. Sin dalle prime pagine veniamo scaraventati in un mondo divorato dalla distruzione, dal degrado morale e sociale, dove parecchie cose della nostra tecnologia e del nostro modo di vivere sussiste ancora. Tuttavia Roland di Gilead, ultimo rappresentante di un ordine di cavalieri pistoleri, sa che “il mondo è andato avanti” e ben presto l’universo rischia di morire. Convinto che l’unico modo per evitare la distruzione è raggiungere la Torre Nera e batterla, si mette in viaggio per raggiungere l’Uomo Nero che saprà dargli delle informazioni importanti. Un bellissimo volume, in cui King sceglie una narrazione scaglionata, divisa in tantissimi paragrafi che come un metronomo dettano il ritmo narrativo. Ci sentiremo veramente racchiusi nell’Entro Mondo, in tutte le ambientazioni create da King, dove la disperazione e l’angoscia di una fine imminente ci avvolgeranno ma la speranza di raggiungere la Torre Nera ci spingerà ad andare avanti. Un viaggio da cui usciremo seriamente cambiati.

Gabriele Scardocci

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