Tre murales, un solo cuore: San Sostene racconta la sua anima attraverso l’arte

Con tre murales dedicati a San Sostene, l'artista Pino Monterosso racconta le radici di un borgo che rivive attraverso le immagini

tre murales


Ci sono luoghi che custodiscono la propria storia nei libri e negli archivi. E poi ci sono paesi che scelgono di raccontarla sui muri delle case, trasformando vicoli e facciate in pagine da leggere con gli occhi e con il cuore. È quello che accadrà a San Sostene, dove il prossimo 3 luglio saranno inaugurati tre murales firmati dall’artista Pino Monterosso, nati da un’idea di Pino Scicchitani e Pietro Mario Procopio, sostenuta da un gruppo di cittadini che ha creduto nel valore della memoria condivisa. Un progetto ispirato all’iniziativa promossa dall’Amministrazione comunale di San Sostene, che ha scelto di fare dell’arte uno strumento per custodire e tramandare le radici del paese.

L’iniziativa si inserisce nella manifestazione “Il Borgo Parlante”. Si tratta di “un innovativo itinerario artistico diffuso che trasforma gli spazi urbani in luoghi di narrazione, cultura e partecipazione” è quanto si legge in una nota dell’Associazione Borghi da Ri..Vivere.

Tre opere che raccontano la vita di un paese

Questi murales non sono semplici dipinti. Sono frammenti di vita, ricordi che prendono colore, racconti che rischiavano di svanire con il passare del tempo e che oggi ritrovano una voce nuova. Camminando tra le strade del borgo, chiunque potrà fermarsi davanti a queste opere e ritrovare un pezzo della storia di San Sostene, quella fatta di lavoro, sacrificio, affetti e tradizioni.

Il primo murale raffigura una giovane donna affacciata alla finestra. Il suo sguardo è delicato, quasi sospeso. È l’immagine dell’attesa, di chi rimane a casa mentre fuori il paese continua a vivere. È la donna che prepara, accudisce i bambini, si prende cura della famiglia, ma che allo stesso tempo osserva il mondo attraverso i vetri della finestra. Controlla che tutto proceda per il meglio, si assicura che non ci siano pericoli e, forse, con quella naturale curiosità che appartiene ai piccoli borghi, cerca di cogliere qualche frammento di ciò che accade fuori dal suo piccolo universo domestico. Intorno a lei ci sono simboli della vita quotidiana: il vaso di fiori, i peperoncini appesi, gli uccelli sul davanzale. Dettagli semplici che raccontano un’intera epoca.


Il secondo murale è un omaggio alla forza silenziosa delle donne di San Sostene durante la vendemmia. Una figura femminile avanza con passo sicuro portando sul capo una grande cesta colma di grappoli d’uva. È il ritratto di donne instancabili, vere colonne della comunità, che con pochi mezzi contribuivano in maniera determinante al lavoro nei campi. Erano loro a trasportare pesanti ceste di vimini con una naturalezza che oggi appare quasi incredibile. In quell’equilibrio perfetto tra fatica e dignità c’è il volto di una generazione che ha costruito il futuro del paese senza mai chiedere nulla in cambio.


Il terzo murale ci conduce nel cuore dei castagneti, dove uomini e donne raccolgono uno dei frutti più preziosi della terra di San Sostene: la castagna. Un’opera che racconta molto più di un semplice lavoro agricolo. Per decenni la raccolta delle castagne è stata una vera fonte di sostentamento per intere famiglie, un momento che univa sacrificio e speranza. Le giornate iniziavano all’alba e proseguivano fino al tramonto, ma in quei boschi c’era anche il sorriso dei bambini, il pranzo condiviso, il senso profondo della comunità. Da quelle castagne nasceva tutto: la farina che sfamava le famiglie, le caldarroste che profumavano le sere d’inverno, le castagne bollite, i dolci, le conserve e le confetture che ancora oggi rappresentano un patrimonio gastronomico e culturale del territorio.


Quando l’arte diventa memoria collettiva

La bellezza di questi murales non risiede soltanto nella qualità artistica delle opere di Pino Monterosso, ma soprattutto nella loro capacità di trasformare la memoria in qualcosa di vivo. Ogni pennellata restituisce dignità ai gesti quotidiani di chi ha costruito San Sostene con il lavoro, con il coraggio e con l’amore per la propria terra.
Queste immagini parlano agli anziani, che vi ritroveranno i ricordi della propria infanzia, ma anche ai più giovani, che potranno conoscere una storia che non hanno vissuto ma che appartiene anche a loro. Perché un paese continua a vivere davvero soltanto quando riesce a custodire il proprio passato e a raccontarlo alle nuove generazioni.

I murales e le altre opere che oggi impreziosiscono San Sostene non sono semplici opere d’arte urbana, mail simbolo di una comunità che guarda al futuro senza dimenticare le proprie radici. Ogni dipinto racconta una storia, restituisce voce alla memoria collettiva e trasforma le strade del borgo in un museo a cielo aperto, capace di emozionare residenti e visitatori.


Con “San Sostene – Il Borgo Parlante” prende forma un esempio concreto di rigenerazione culturale e valorizzazione del territorio, dove l’arte diventa strumento di identità, condivisione e promozione turistica. È la dimostrazione che un paese può rinascere attraverso la forza delle idee, della partecipazione e della bellezza, trasformando i propri muri in pagine da leggere e da vivere.

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