Un cielo stellato sopra il ghetto di Roma, Giulio Base: “Film per abbattere i muri”

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A partire dal 27 Gennaio, giornata della memoria, sarà disponibile su Rai Play il film Un cielo stellato sopra il ghetto di Roma. Una produzione Altre storie e clipper media con Rai Cinema, prodotto da Cesare Fragnelli e Sandro Bartolozzi. Il film è stato realizzato con il sostegno di Regione Lazio, Fondo regionale per il cinema e l’audiovisivo e il Patrocinio della comunità ebraica di Roma. Sabato 6 Febbraio alle ore 22.50 Un cielo stellato sopra il ghetto di Roma andrà in onda anche su Rai 1 nell’ambito dello Speciale TG1. La regia è di Giulio Base, che ha scelto di recitare anche nel film, fa quindi parte del cast, interpreta il papà della protagonista.

Oggi si è tenuta la conferenza stampa di presentazione da remoto, alla quale abbiamo partecipato e vi raccontiamo qualcosa in più sul film!

Un cielo stellato sopra il ghetto di Roma: il cast e la storia

Nel cast di Un cielo stellato sopra il ghetto di Roma troviamo, tra gli altri: Bianca Panconi (Sofia), Daniele Rampello (Ruben), Irene Vetere (Lea), Marco Todisco (Tato), Emma Matilda Liò (Valentina), Aurora Cancian (nonna di Sofia), Francesco Rodrigo (Ilan), Alessandra Celi (Giulia). La storia è un passato in bianco e nero che si intreccia con un presente a colori. Sofia ritrova una vecchia lettera e una foto di una bambina in una valigia. Lei e i suoi amici cercheranno di scoprire in ogni modo di chi si tratta e quale storia c’è dietro affrontando un vero e proprio viaggio nel passato difficile dei tempi della Shoah. Il finale del film sarà una sorpresa.

Un cielo stellato sopra il ghetto di Roma, le parole dei protagonisti durante la conferenza stampa

Durante la conferenza stampa virtuale del film, Paolo Del Brocco, CEO di Rai Cinema ha definito Un cielo stellato sopra il ghetto di Roma come “un film quasi d’amore”. Il progetto nasce da Israel Cesare Moscati, scomparso nel settembre del 2019, che ha vissuto quell’epoca e ne ha parlato anche nei suoi libri.

Giulio Base è intervenuto per dire che grazie a questo film ha allargato i suoi orizzonti:Mi sono emozionato quando mi hanno proposto questo film. Mi sono sentito onorato di poter raccontare una storia così importante e di conoscere Israel“. Il regista ha voluto spendere qualche parola anche sul cast composto principalmente da giovani attori perché è stato fondamentale dare vita dunque ad un cast fatto bene. “Credo di essere stato fortunato. Sono ragazzi puliti che si sono messi in gioco e hanno capito l’importanza della storia e della memoria”. In effetti il prodotto è pensato soprattutto per i giovani e grazie a Rai Play si punta ad una modernizzazione della storia. Per Giulio Base è stato molto interessante capire quanto ragazzi così giovani ne sapessero della Shoah.Hanno l’età dei miei figli. Hanno conosciuto la Shoah tramite i libri di storia e i film” ha spiegato Base. “Sentono la memoria non come un vanto ma come un dovere” ha poi aggiunto.

Durante la conferenza stampa sono intervenuti anche alcuni dei giovani protagonisti. Francesco Rodrigo, Emma Matilda Liò, Daniele Rampello e Marco Todisco si sono dimostrati tutti molto entusiasti, qualcuno anche emozionato. Per i giovani attori è stata una bellissima esperienza e una occasione per capire di più rispetto ad una cultura di cui poi, in fondo, non si sa tutto. “La memoria è lotta. Bisogna lottare perché queste cose non si dimentichino. Il negazionismo che continua a esistere è uno dei motivi per cui abbiamo il dovere di ricordare. Dobbiamo combattere l’ignoranza ha affermato Giulio Base.

Aurora Cancian, figura personaggio chiave della nonna, ha dichiarato: “Se sono riuscita a restituire quell’emozione sono contenta perché io l’ho vissuta”. La storia è molto emozionante e travolgente. Giulio Base ha voluto puntare su alcune scene in bianco e nero che sono i flash della nonna che lentamente inizia a ricordare il suo passato. I colori, infatti, diventano sempre più chiari e nitidi ogni volta che la donna ricorda qualcosa in più. In Un cielo stellato sopra il ghetto di Roma sono presenti anche molti momenti di silenzio. Il più toccante è sicuramente quello che riguarda una delle scena finali, l’abbraccio tra la suora e la sua ritrovata Sarah. “Il silenzio è il linguaggio di Dio. Ho sempre tentato di fare un cinema per immagini” ha affermato il regista confermando il suo amore per il muto.

Il prodotto è ovviamente anche un dialogo tra diverse religioni. “Ogni parola è stata basata” ha spiegato Giulio Base chiarendo con quanta cura è stato fatto il lavoro anche sotto questo punto di vista. “Il film racconta la volontà di abbattere i muri. Adesso vado al ghetto come se fosse casa mia” ha aggiunto Base.

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