Ermal Meta e Fabrizio Moro ancora in testa con Non mi avete fatto niente: Cristicchi da brividi

Ermal Meta e Fabrizio Moro ancora in testa con Non mii avete fatto niente: Cristicchi da brividi. Un'esibizione che lascia il segno nella serata dei duetti

Vinceranno loro o non vinceranno loro? Ermal Meta e Fabrizio Moro sono arrivati a Sanremo con il premio già in tasca ma la vita si sa, fa sempre brutti scherzi. E così è venuta fuori la storia del plagio. Siamo sicuri che i due cantanti abbiano scelto di usare una musica che già era nota in buona fede e che mai avrebbero pensato di essere accusati di plagio. Delle accuse che potrebbero pesare come un macigno. Se infatti al pubblico a casa poco interessa, lo dimostra anche il successo che il brano sta avendo nelle vendite, la giuria di qualità e i giornalisti, potrebbero in qualche modo essere condizionati. E visto che sono stati i giornalisti a tirare fuori questa vicenda, ci auguriamo che siano coerenti e che non abbiano fatto tutto questo trambusto per poi dare 10 alla canzone. Sia chiaro: Non mi avete fatto niente è una canzone bellissima, una delle poche che ti resta in mente. Ma cosa ricordate di questa canzone? Il ritornello appunto, ed è proprio il ritornello che era il punto forte dell’altro brano scritto sempre da questo stesso autore.

Se dovessimo però mettere da parte tutto questo, non avremmo dubbi nel dire che Non mi avete fatto niente, meriterebbe a mani basse la vittoria. E dopo il duetto con Simone Cristicchi di ieri, lo confermeremmo ancor di più. Ermal Meta ha spiegato quale è stata la genesi di questa canzone: stava ascoltando le parole di un uomo, un padre, che aveva perso sua moglie ed era rimasto solo con un figlio di pochi mesi. Una vita spezzata all’improvviso dopo l’attentato del Bataclan. Ma due vite che dovevano andare avanti, proprio per questo, a chi aveva colpito al cuore della Francia, l’uomo diceva: Non mi avete fatto niente.

Simone Cristicchi sul palco dell’Ariston insieme a Meta e a Moro ha proprio letto le parole di quest’uomo che ha perso sua moglie ma non la forza per andare avanti, il risultato è da brivido:

Venerdì sera avete rubato la vita di una persona eccezionale, l’amore della mia vita, la madre di mio figlio, eppure non avrete il mio odio. Non so chi siete e non voglio neanche saperlo. Voi siete anime morte. Se questo Dio per il quale ciecamente uccidete ci ha fatti a sua immagine, ogni pallottola nel corpo di mia moglie sarà stata una ferita nel suo cuore. Perciò non vi farò il regalo di odiarvi. Sarebbe cedere alla stessa ignoranza che ha fatto di voi quello che siete. Voi vorreste che io avessi paura, che guardassi i miei concittadini con diffidenza, che sacrificassi la mia libertà per la sicurezza. Ma la vostra è una battaglia persa. L’ho vista stamattina. Finalmente, dopo notti e giorni d’attesa. Era bella come quando è uscita venerdì sera, bella come quando mi innamorai perdutamente di lei più di 12 anni fa. Ovviamente sono devastato dal dolore, vi concedo questa piccola vittoria, ma sarà di corta durata. So che lei accompagnerà i nostri giorni e che ci ritroveremo in quel paradiso di anime libere nel quale voi non entrerete mai. Siamo rimasti in due, mio figlio e io, ma siamo più forti di tutti gli eserciti del mondo. Non ho altro tempo da dedicarvi, devo andare da Melvil che si risveglia dal suo pisolino. Ha appena 17 mesi e farà merenda come ogni giorno e poi giocheremo insieme, come ogni giorno, e per tutta la sua vita questo “petit garçon” vi farà l’affronto di essere libero e felice. Perché no, voi non avrete mai nemmeno il suo odio

Questa è la risposta di Antoine Leiris a chi ha deciso di colpire Parigi, a chi gli ha tolto il sorriso di sua moglie, a chi ha strappato una madre a un bambino di 17 mesi. Ermal e Fabrizio sono ancora in testa nella zona alta della classifica ( leggi qui la classifica completa). 

 

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