Parla Alfonso Signorini: “Il silenzio non è debolezza”
Tocca ad Alfonso Signorini parlare. Lo fa dalla pagine della rivista Chi e spiega perchè il silenzio in questi casi, è la migliore delle scelte
Tutti parlano da settimane di Alfonso Signorini e adesso tocca al conduttore dire la sua. Lo fa dalle pagine della rivista Chi, con la quale continua a collaborare anche nelle vesti di direttore editoriale. Se infatti Signorini, ha deciso di autosospendersi da Mediaset, continua invece a lavorare per il giornale di cui è stato responsabile per lunghi anni. E proprio dalle pagine di Chi, fa sapere qual è oggi il suo stato d’animo e che cosa sta provando.
Nelle ultime ore inoltre, Alfonso Signorini si è recato in procura a Milano, dove avrebbe reso delle dichiarazioni spontanee raccontando la sua versione dei fatti sul rapporto con Antonio Medugno e non solo. Il conduttore del Grande Fratello VIP ha smentito ogni accusa. Come avevano già anticipato i suoi legali giorni fa, ci sarà modo di dimostrare tutto quello che di falso è stato raccontato in questa vicenda.
Alfonso Signorini rompe il silenzio: le sue parole su Chi
Se ne sta parlando un po’ meno di questa vicenda, complice anche la tragedia che è accaduta in Svizzera e che giustamente, sta monopolizzando l’attenzione. Ma è chiaro che, se dovessero uscire delle nuove puntate di Falsissimo, Signorini, tornerebbe al centro della bufera.
Nel frattempo, lo scrittore, ha voluto spiegare perchè non ha rilasciato interviste in questi giorni: “Il silenzio non è debolezza. È forza trattenuta. È il contrario della reazione istintiva, del commento di pancia, della frase buttata lì “perché qualcosa bisogna pur dire”. Il silenzio è tempo che prende forma. È la capacità di fermarsi, di osservare, di capire se davvero vale la pena entrare nella mischia. E soprattutto: con chi. “
E ancora: “Sì perché il silenzio è anche questo: una selezione naturale dei propri interlocutori. Parlare a tutti significa, spesso, non parlare a nessuno. Tacere, invece, è scegliere. Scegliere chi merita una risposta, chi un confronto, chi un dialogo vero. Tutti gli altri ricevono ciò che forse è più onesto: il nulla“.
Le parole di Alfonso Signorini : “In un’epoca in cui la chiacchiera è diventata moneta corrente, il silenzio è tornato a essere un bene raro. Prezioso. Quasi lussuoso. È il lusso di chi non ha bisogno di spiegarsi sempre. (…) Di chi sa che la verità non ha fretta, e soprattutto non ha bisogno di essere urlata per esistere. C’è un equivoco diffuso: si crede che il silenzio nasconda. In realtà, spesso, rivela. Rivela sicurezza, consapevolezza, profondità. Rivela una cosa che oggi manca terribilmente: il senso del limite. Il limite tra ciò che è pubblico e ciò che è privato. (…) “.
Proprio come hanno fatto i suoi legali, Alfonso Signorini fa capire che la verità non è stata ancora raccontata: “È una questione di verità. Perché la verità, quella autentica, non ama il clamore. Non si presta ai titoli inventati, alle ricostruzioni fantasiose, ai processi sommari e improvvisati fatti a colpi di hashtag. La verità ha bisogno di tempo. E spesso di silenzio. Forse dovremmo reimparare a tacere. (…) E un silenzio scelto può fare molto più rumore di qualsiasi urlo.“