Alfonso Signorini lascia Chi, la sua lettera di addio
E' il momento dei saluti finali di Alfonso Signorini. Con una lunga lettera dice addio ai lettori di Chi
Alfonso Signorini parte da lontano per dire addio ai lettori di Chi. Parte da ben 38 anni fa, dal giorno in cui iniziava la sua nuova avventura. Alfonso Signorini lasciava la cattedra e i suoi alluni, racconta la paura di un futuro che non sapeva dove l’avrebbe portato ma anche la delusione di chi aveva lasciato, delle famiglie dei suoi alunni, anche di alcuni dei suoi ragazzi.
Parte davvero da molto lontano il suo racconto fino ad arrivare ai suoi primi passi da giornalista. Per Alfonso Signorini c’è voluto tempo prima di arrivare ad essere il direttore di Chi. Quello dell’addio all’insegnamento poteva sembrare un tradimento ma non lo era e oggi il suo addio di cosa parla? >>Leggi anche Mediaset fa fuori Alfonso Signorini e torna Ilary Blasi con un Grande Fratello rinnovato
Alfonso Signorini la lettera di addio ai lettori di Chi
“E se tutto fosse andato male? Se il nuovo giornale fosse fallito e con lui la mia carriera non ancora iniziata? Che ne sarebbe stato di me? Della mia vita? Alzai lo sguardo con il cuore in gola, giusto in tempo per vedere via Larga. Scesi dal tram. Non c’era tempo per pensare. Mi aggiustai il papillon sotto il loden e mi incamminai verso il futuro” sembra un libro ma non lo è… E’ la lunghissima lettera in cui Alfonso Signorini spiega il suo stato d’animo ma non dice molto del presente, della bufera.
Signorini spiega che di quegli argomenti tirati fuori da Corona e altri non ne parlerà mai se non nelle sedi opportune. Parla invece della gratitudine verso il settimanale che ha diretto per ben 16 anni. “Sono grato a Chi, sapete? È grazie al nostro giornale che ho potuto conoscere e descrivere storie incredibili, è grazie a Chi che sono entrato nella vita di persone straordinarie di cui sarei un giorno diventato amico (mi vengono in mente Luciano Pavarotti e Nicoletta Mantovani, Marcello Mastroianni, Federico Fellini con la sua Giulietta Masina)”.
E aggiunge anche Mara Venier, Maria De Filippi, Valeria Marini. Ne cita solo alcuni e racconta di se stesso, degli altri grazie che deve dire e come ha vissuto tutti questi anni dietro le pagine di Chi. Poi una cosa sul presente la dice:
“Prima di salutarci, non voglio lasciare nulla in sospeso. Consentitemi due parole anche su quello che mi è accaduto, o per meglio dire su quello che mi ha investito negli ultimi mesi. Lo sapete, non ho mai voluto parlarne. E continuerò a farlo. Un po’ perché sono convinto che lo squallore si commenti da solo, un po’ perché sono convinto che certe battaglie non si debbano combattere pubblicamente, ma nelle sedi opportune”.
Spiega che quanto è successo non ha minimamente influenzato una decisione che aveva maturato da anni.
Parla di un mondo meraviglioso che c’è sempre da raccontare ma anche di un sottoscala: “Fatto anche da chi assiste a crimini e calunnie mostruose con un ghigno, una ironia, o peggio ancora con un silenzio che delinque quanto il crimine stesso. Avrò modo di spiegarvi meglio tutto quello a cui sto alludendo. Non vedo l’ora di farlo, anche perché il mio rapporto con voi, care lettrici e cari lettori, si è sempre basato sulla chiarezza e l’onestà”.