Lino Banfi lascia Silvia Toffanin senza parole raccontando di un momento difficilissimo
Un racconto molto forte quello che Lino Banfi ha fatto a Silvia Toffanin a Verissimo
Una confessione intensa e inaspettata quella condivisa da Lino Banfi durante la sua ospitata a Verissimo, nel salotto televisivo guidato da Silvia Toffanin. L’attore ha aperto il suo cuore raccontando uno dei momenti più difficili della sua vita, un episodio rimasto a lungo nascosto e oggi riportato anche nel libro 90 non mi fa paura!, in uscita nelle librerie il 28 aprile. Un passaggio doloroso che ha sorpreso anche la conduttrice, abituata ad ascoltare storie personali ma colpita dalla sincerità e dalla profondità delle parole dell’attore pugliese.
Lino Banfi e il racconto a Verissimo che il pubblico non si aspettava
Nel corso dell’intervista, Lino Banfi ha ricordato gli inizi della sua carriera, quando ancora cercava di farsi strada nel mondo dello spettacolo tra spettacoli minori e giudizi spesso crudeli. In uno degli estratti del libro, l’attore racconta di una serata a Canosa, durante una delle esibizioni che portava in scena negli intervalli teatrali. In quel periodo si sentiva schiacciato dalle critiche e dalla convinzione, alimentata dagli altri, di non poter diventare un vero attore. Quel senso di fallimento e fragilità lo portò a sfiorare un pensiero estremo: guardando le corde del retropalco, per un attimo immaginò di mettere fine alla sua sofferenza.
A interrompere quel momento drammatico fu il fratello maggiore Peppino, figura fondamentale nella vita dell’attore. Non vedendolo rientrare in platea dopo l’esibizione, iniziò a cercarlo fino a trovarlo dietro le quinte, fermo e immerso nei suoi pensieri. Lino Banfi ha raccontato che proprio la voce familiare del fratello lo riportò alla realtà, facendogli abbandonare quel pensiero oscuro che, come ha spiegato, non si è mai più ripresentato nel corso della sua vita.
“Fu in quel momento fragile che un pensiero buio attraversò la mia mente. Per un attimo sfiorai l’idea del suicidio usando le corde del retropalco, ma poi arrivò mio fratello Peppino. Dopo quella modesta esibizione non mi vide tornare in platea e iniziò a cercarmi. Mi trovò lì, immobile, con lo sguardo perso su quelle corde. Notò la mia tristezza e mi chiese semplicemente cosa stessi facendo” ha detto Lino Banfi.
E ancora: “In quell’istante, sentendo una voce familiare, tornai a respirare. Quel pensiero oscuro svanì in un lampo, così come era arrivato e non tornò mai più. È rimasta solo una cicatrice invisibile, che ogni tanto mi ricorda quanto si possa essere fragili quando si sogna davvero“.
Una ferita invisibile, rimasta dentro di lui, che oggi diventa testimonianza di quanto la fragilità possa colpire anche chi, con il tempo, è riuscito a trasformare i propri sogni in una lunga carriera di successo. Un Lino Banfi che oggi non ha trattenuto in più di una occasione le lacrime parlando con Silvia Toffanin.