Studentessa musulmana, stage vietato a causa del velo

Rimini- La protagonista di questa storia è una studentessa musulmana che frequenta il terzo anno dell’Istituto Alberghiero di Rimini, la quale si è vista rifiutare la possibilità di fare uno stage presso un hotel a 4 stelle della città, lo Sporting Hotel.

Il motivo di questo rifiuto da parte della struttura alberghiera è il fatto che la ragazza porta il velo, come prescrive la sua religione.

Il velo in questione, però, non copre né il volto, né il suo corpo ma solo la testa, condizione sufficiente per essere respinta dall’albergo, la cui politica aziendale sarebbe quella di non mettere in contatto i clienti con persone che vestono come la ragazza.

Il problema è che la giovane,oltre a subire un atto di umiliazione, senza lo stage, rischia di non poter sostenere l’esame abilitativo con la  conseguenza di perdere l’anno scolastico.

Nel frattempo la scuola si sta impegnando ad intercettare un altro hotel che accetti la ragazza, permettendole di proseguire senza altri ostacoli la sua formazione, tra l’altro questa studentessa  viene descritta come molto brava e preparata, in grado sicuramente di gestire un’ordinaria giornata di lavoro alla reception di un hotel.

Allora non resta che sperare di smuovere qualche coscienza, sperare che prevalga il buon senso da parte delle Istituzioni, affinché casi di discriminazione come questo non debbano ripetersi. Ma dopo episodi come questo come si può pretendere oggi di celebrare la donna? Come si può credere che le cose possano migliorare se poi dobbiamo assistere a queste forme di intolleranza?

Giusy Cerminara

2 responses to “Studentessa musulmana, stage vietato a causa del velo

  1. Ma stiamo scherzando??! discriminazione perchè ha il velo? allora io fossi cristiano e mi mettessi un crocifisso gigante al collo, o ebreo portassi una barba fino all’ombelico sarei discriminato perchè nessuno ovviamente si sognerebbe di schiaffarmi davanti ai clienti? poveri giornalisti perdenti e bugiardi e poveri lettori presi per il culo, che tristezza, che squallore…

  2. Mi dispiace per questa ragazza, ma io nelle condizioni dell’albergatore avrei fatto lo stesso. Faccio il suo stesso lavoro è so quanto sia importante il modo di apparire alla gente e la possibilità di essere riconosciuti facilmente. Se la ragazza decide di fare questo mestiere in Italia si deve adattare…. anche perchè al suo paese a me non permetterebbero di ricevere alla reception con un crocifisso al collo…. e a Mattia rispondo anche che un ebreo che decide di fare questo mestiere la barba è costretto a tagliarla per motivi estetici e sanitari….. quindi ci si adatta…..

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