Bari: furto di rame all’ospedale Di Venere, si sfiora la tragedia

A Bari, presso l’ospedale Di Venere, ieri mattina si è sfiorata la tragedia. Il reparto di rianimazione del noto ospedale ha rischiato di perdere tutti i suoi pazienti per un episodio di criminalità estrema. Il direttore del reparto, Riccardo Pagliarulo, è sconvolto quanto alterato e rivolge le sue dure parole ai delinquenti che ieri, intorno alle sette  hanno cercato di rubare un tubo di rame, chiudendo le valvole dell’impianto di gas medicale, bloccando l’erogazione dell’ossigeno ai pazienti in rianimazione.

Verso quell’ora del mercoledì 31, infatti, gli erogatori di ossigeno segnavano tutti indistintamente l’assenza del gas e a questo punto  la dottoressa Trotta, medico di guardia in quel momento ha preso in mano la situazione dando l’ordine di operare la ventilazione manuale ai dieci ammalati del reparto. La manovra di emergenza ha reso necessario l’intervento di alcuni infermieri dei reparti di Neurochirurgia e del pronto soccorso ma per fortuna tutti i pazienti sono stati messi in salvo. Il tentato furto del tubo di rame, però, ha causato notevoli disagi all’intero ospedale tanto che, per il momento, tutte le ambulanze sono state dirottate in altre strutture ospedaliere e sono state anche chiuse le sale operatorie. Nel caos generale dovuto all’emergenza di salvaguardare la vita dei dieci ammalati, non si riusciva a capire da dove provenisse il guasto ma, secondo quanto riferisce il direttore sanitario Luigi Lestinghi , alla Gazzetta del Mezzogiorno, l’intervento della squadra tecnica ha prontamente risolto il dilemma. La squadra, infatti, si è recata subito nei sotterranei per controllare direttamente alla fonte il problema. Una volta scesi giù, si sono accorti che qualcuno nel tentativo di rubare il tubo di rame, aveva bloccato le valvole degli erogatori. Non si conoscono ancora le generalità di chi ha compiuto questo atto criminale a dir poco sconcertante, in quanto evidentemente l’allarme scattato in reparto ha messo in fuga i responsabili. La polizia intanto indaga.

Giselda Cianciola

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