Brindisi, donna morta in ospedale: disposta l’autopsia

Ancora un altro caso di malasanità in Puglia, a Brindisi, dove una giovane donna è morta in ospedale per un motivo ancora da chiarire. Lunedì quattro aprile, Maria Teresa Margheriti, a seguito di un malore viene trasportata in tre ospedali diversi e dopo aver ricevuto le prime cure è deceduta presso l’ultima struttura dove era stata trasferita, lasciando tra l’altro orfani, tre bambini. La signora, soffriva di depressione e per questo motivo i medici le avevano prescritto alcuni psicofarmaci da prendere sotto controllo medico e con le dovute cautele. Maria Teresa, però, soffriva di una forma di depressione piuttosto grave e nel pomeriggio di quello stesso giorno, assume una dose eccessiva di medicinale, accusando immediatamente un malore.

 Il marito, Gabriele Argese di quaranta anni, accortosi delle condizioni di salute della moglie, la conduce all’istante presso il primo ospedale di Mesagne, dove i medici le hanno prontamente  praticato una lavanda gastrica,  come di solito si usa fare nei casi di avvelenamento anche da farmaci. Dopo le prime cure, sua moglie, viene trasferita al nosocomio di Brindisi e lì, i medici decidono per un ulteriore trasferimento presso il reparto psichiatrico dell’ospedale di San Pietro Venrnotico. La sera stessa, intorno alle ventitrè la donna muore a seguito di un ennesimo malore.

Oggi il pm Giuseppe de Nozza ha disposto l’autopsia che sarà effettuata dal medico legale Antonio Carusi. Sarebbero nove le persone indagate dal pm, in questo ennesimo caso di malasanità e tutte appartenenti al personale ospedaliero. Le indagini vogliono accertare se i medici e i paramedici coinvolti, hanno avuto un comportamento che potesse sottendere negligenza, imperizia o imprudenza posto che sia impossibile pensare che dopo aver consultato ben tre ospedali, la donna non sia riuscita a superare la notte per un malore che, ormai, dovrebbe essere considerato dal personale medico, di routine. Data la portata del caso anche l’Asl di Brindisi ha aperto una indagine interna. Dopo l’autopsia, si riuscirà a capire cosa effettivamente sia accaduto alla giovane donna.

Giselda Cianciola

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