Statua Giovanni Paolo II alla Stazione Termini: è un obbrobrio

da adnkronos.com

Contestazioni spontanee nascono ogni giorno, da quando è stata inaugurata a Roma, sul piazzale della Stazione Termini, la statua dedicata al Beato Giovanni Paolo II. Un vero e proprio accanimento si è scatenato contro l’amministrazione pubblica e il sindaco Alemanno che hanno permesso di erigere un obbrobrio simile a ricordo di uno degli uomini più amati al mondo di quest’ultimo secolo.

In molti continuano a contestare l’autore dell’opera che, anche se proclama la sua essenza di artista, con spiegazioni che possono andar bene per l’arte moderna, rattristano non poco i fedeli e gli amanti dell’arte. Certo è che arrivare a Roma come turisti e ritrovarsi a guardare un’opera simile, fra le prime che ci appaiono, è davvero una condanna.

Cosa può attirare di più di una campana vuota che diventerà presto rifugio di senzatetto, raccoglitore di immondizia e, perché no, di rifiuti organici? Se lo chiedono in queste ore i cittadini romani che si aspettavano qualcosa di molto diverso dall’amministrazione che si è sempre dichiarata molto vicina al papa polacco e che lo ha adottato anche per la sua provenienza da un paese lontano e così tanto in difficoltà.

Moltissimi si chiedono chi siano stati quegli amanti della cultura che hanno visto i bozzetti e sicuramente il lavoro finito, approvandolo e trovandolo adeguato a una figura così venerata dai cattolici. Sì, perché di che se ne dica delle tante affermazioni contro papa Giovanni Paolo II, non bisogna dimenticare il rispetto che le persone di fede nutrono verso quelle figure a cui affidano la loro spiritualità. Che direbbe un musulmano se un artista proponesse il corano in una statua del tutto diversa dalla sua fede? Oppure un monaco tibetano che vedesse deturpato un suo tempio? Allora perché accanirsi contro il popolo cristiano che vuole solo il rispetto della sua fede?

I cattolici di Roma e non solo, non accettano che si ponga una figura per loro di grande rispetto, in quelle condizioni, se al suo posto Alemanno avesse eretto una semplice statua di gesso, con le sembianze reali del beato Giovanni Paolo II, probabilmente sarebbe stato criticato per la spesa, ma applaudito per il ricordo. Al sindaco non può restare nemmeno quest’ultima opzione.

Mobilitati tutti sulla rete, stanno giungendo al sindaco di Roma numerose segnalazioni e richieste di rimozione della statua stessa, come le stanno ricevendo i giornali e i siti di testate giornalistiche.

Teresa Corrado

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