Palermo, apparsi manifesti per le strade contro i parlamentari indagati

PALERMO – Questa mattina sulle strade del centro di Palermo sono apparsi degli striscioni, con su scritto: “Siamo indagati e condannati, vogliamo fare i deputati”. I manifesti erano presenti in diverse zone della città: da via Libertà a via Notarbartolo, da via Autonomia Siciliana fino allo Stadio. Chi ha organizzato quest’iniziativa sicuramente dal forte impatto, ha dato inoltre appuntamento, per tutti coloro che volessero unirsi nella provocazione, di fronte a Palazzo dei Normanni, la sede dell’Assemblea Regionale Siciliana, nel corso del pomeriggio. Come si può leggere anche in una nota dei promotori dell’iniziativa, la provocazione è da collegare al recente voto all’Ars che ha salvato il seggio di Santo Catalano, condannato per abusivismo edilizio. Per capire fino in fondo il perché di un’azione del genere, bisognerebbe fare un passo indietro, e capire qual è la situazione attuale in Sicilia. Vediamola insieme.

Un’iniziativa promossa da chi è stanco della situazione venutasi a creare nel corso del tempo nella Regione Sicilia. Sarebbero infatti 27 sul totale di 90 i parlamentari regionali siciliani che sono indagati dalla magistratura per diversi reati: si va dalla corruzione e concussione, al peculato, alla truffa, all’abuso d’ufficio e così via. Tra i nomi iscritti dalla magistratura nel registro degli indagati troviamo anche quello del governatore Lombardo: su di lui pesa l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa. In manette, finora, sono finiti quattro deputati: De Luca, Fausto Fagone, Gaspare Vitrano e il deputato ragusano Riccardo Minardo, quest’ultimo ai domiciliari per una truffa allo Stato e all’organo sovrastatale dell’Unione Europea.

 

 

 


 

 

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