Economia

Il prezzo del carburante alle stelle, il governo taglia le accise: tutte le misure e quanto si risparmia

Caro carburante: il governo italiano interviene con il taglio delle accise. Ecco le misure prese da Giorgia Meloni

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Il governo accelera sulle contromisure per contrastare il caro-carburante, intervenendo con urgenza per limitare l’impatto dei rincari su famiglie e imprese. L’aumento dei prezzi, legato allo scoppio del conflitto in Iran, ha spinto l’esecutivo a varare un pacchetto di misure immediate. Il decreto legge carburanti, già firmato dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella durante la sua permanenza a Salamanca, rappresenta il primo passo concreto per contenere gli effetti della crisi energetica.

Caro carburante: le misure prese dal Governo in Italia

Il provvedimento, approvato dal Consiglio dei ministri, introduce interventi a tempo con l’obiettivo di alleggerire rapidamente il peso dei rincari. Tra le misure principali spicca il taglio delle accise per un periodo di 20 giorni, che dovrebbe tradursi in una riduzione di circa 25 centesimi al litro su benzina e diesel e di 12 centesimi sul gpl. Si tratta di un intervento immediato, pensato per offrire un sollievo tangibile ai consumatori, anche se limitato nel tempo e legato all’evoluzione della crisi internazionale.

Accanto al taglio delle accise, il decreto prevede un sostegno mirato ad alcuni settori particolarmente esposti all’aumento dei carburanti. Per gli autotrasportatori è previsto un credito d’imposta sull’acquisto di gasolio, la cui percentuale sarà definita con un successivo provvedimento. Per il comparto della pesca, invece, è già stato stabilito un credito d’imposta del 20% sui carburanti per i mesi da marzo a maggio, per un totale di 10 milioni di euro, come annunciato dal ministro Francesco Lollobrigida.

Il pacchetto include anche un rafforzamento dei controlli per contrastare eventuali fenomeni speculativi lungo la filiera, per chi aumenta il prezzo del carburante speculando senza motivo. Le compagnie petrolifere saranno obbligate a comunicare quotidianamente al Ministero delle Imprese e del Made in Italy i prezzi consigliati di vendita, con sanzioni pari allo 0,1% del fatturato in caso di inadempienza. A vigilare saranno il Garante per la sorveglianza dei prezzi, noto come “Mister Prezzi”, insieme alla Guardia di Finanza e all’Antitrust, con la possibilità di arrivare anche a denunce per ipotesi di manovre speculative.

Lo stanziamento complessivo previsto per finanziare queste misure dovrebbe restare sotto il miliardo di euro, ma il governo non esclude ulteriori interventi. Se la crisi legata alla guerra in Iran dovesse prolungarsi, l’esecutivo è pronto a prorogare la durata delle agevolazioni o a introdurre nuovi strumenti di sostegno. Per ora, la strategia punta a tamponare l’emergenza, in attesa di sviluppi sul fronte internazionale che possano riportare stabilità sui mercati energetici.

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