Roma, stalker ucciso: un altro arresto un’altra tragedia che si poteva evitare

Uno dei complici di Carlo Nanni è stato fermato per omicidio premeditato. Nanni ha confessato il delitto, ha confessato di avere ucciso Stefano Suriano, lo stalker che da troppo tempo minacciava la figlia e gli altri componenti della famiglia. Una situazione ormai diventata insostenibile, una tragedia annunciata che doveva essere evitata. Ripercorriamo i momenti precedenti all’omicidio di Suriano, come è avvenuto il delitto e chi sono o sarebbero i colpevoli.

La vittima aveva reso insopportabile la vita della sua ex compagna, più volte si erano separati ed ogni volta tutto cominciava dal principio, dal ritorno al tormento. Alla fine la decisione l’aveva presa lei, la figlia di Nanni, l’aveva lasciato definitivamente ma il tormento era intollerabile. L’accusa di stalking non ha mai fermato l’uomo fino a quando la sera prima di ferragosto c’è stata l’ennesima lite, l’ultima.

Suriano, pregiudicato di 36 anni, è andato a Tor Cervara, nella periferia di Roma, a casa della sorella della sua ex compagna c’era una festicciola e lì sono iniziate le nuove minacce e le urla ascoltate dai vicini. Era presente anche Carlo Nanni, 63 anni, anche lui insultato dall’uomo, anche lui pregiudicato.

Lo stalker va via ma dopo pochi chilometri la sua auto ferma la corsa, deve fare benzina sulla via Tiburtina. Dietro di lui tre persone hanno deciso che è arrivata l’ora di dargli una lezione, lo colpiscono con sette coltellate e con colpi di martello. Inutile poi il soccorso in ospedale dove poco dopo è morto.

Fin troppo semplice per i carabinieri individuare il principale colpevole, l’organizzatore della spedizione punitiva. Nanni ha confessato dopo qualche ora di interrogatorio confermando che non ce la faceva più a subire continue e violenze, offese e minacce.

Poche ore fa il presunto complice di 26 anni è stato fermato, non ha ancora confessato. Sapendo che i carabinieri lo stavano cercando si è recato in caserma accompagnato dal suo avvocato, ma non sembra reggere la sua versione dei fatti. Continuano le indagini per identificare l’altro complice.

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