Dal Mondo

Scarcerato l’ex principe Andrea dopo 12 ore in custodia: resta indagato per condotta illecita

L'ex principe Andrea è stato scarcerato dopo circa 12 ore di detenzione ma le indagini vanno avanti

scarcerato principe andrea

È durato poco più di dodici ore il fermo dell’ex duca di York, Principe Andrea, arrestato a Sandringham Estate e successivamente rilasciato dalla polizia britannica. Una detenzione breve, ma sufficiente a riaccendere i riflettori su una delle vicende più controverse che coinvolgono la famiglia reale negli ultimi anni.

Secondo quanto comunicato dalla Thames Valley Police, Andrea resta formalmente indagato a piede libero per il sospetto reato di condotta illecita nell’esercizio di una funzione pubblica. L’accusa riguarda la presunta condivisione di informazioni riservate con il finanziere pedofilo Jeffrey Epstein, ai tempi in cui l’ex principe ricopriva il ruolo di emissario commerciale del governo di Londra.

Il rilascio entro le 12 ore rientra in una prassi piuttosto comune nel sistema giudiziario britannico, soprattutto in assenza di precedenti penali e di rischi immediati per la collettività. I media hanno però documentato il momento del ritorno a casa dell’ex duca: una foto rubata lo ritrae sul sedile posteriore di una Range Rover, affiancato da due addetti alla sicurezza. L’espressione colta sul suo volto – proprio nel giorno del suo 66° compleanno – è apparsa segnata da shock, stanchezza e da un’evidente tensione.

Dopo l’arresto di Andrea Re Carlo III prende le distanze

Dopo l’arresto del fratello, Carlo III del Regno Unito ha diffuso una dichiarazione ufficiale, ribadendo la volontà di collaborare con gli inquirenti: “Vorrei affermare chiaramente che la legge deve seguire il suo corso. Mentre questo processo continua, non sarebbe giusto da parte mia commentare ulteriormente la questione”.

Il sovrano ha inoltre voluto marcare una netta separazione personale e istituzionale dalla vicenda, sottolineando che lui e la famiglia reale “continueranno a svolgere il proprio dovere e a servire il Paese”, un passaggio letto da molti osservatori come un tentativo di proteggere la monarchia da ulteriori ricadute d’immagine.

Il peso delle accuse e il ricordo di Virginia Giuffré

Nelle stesse ore è intervenuta anche la famiglia di Virginia Giuffré, principale accusatrice di Andrea, con parole cariche di significato: “I nostri cuori spezzati sono stati sollevati dalla notizia che nessuno è al di sopra della legge, nemmeno i reali. Per tutti i sopravvissuti, Virginia ha fatto questo per voi”.

Virginia Giuffré, morta suicida nel 2025 a soli 41 anni, aveva citato in giudizio Andrea nel 2021, raccontando di essere stata costretta da Epstein ad avere rapporti sessuali con l’allora principe nel 2001, quando aveva appena 17 anni. Andrea ha sempre respinto le accuse, pur riconoscendo pubblicamente la sofferenza della donna come vittima di traffico sessuale. La causa si è chiusa con un accordo economico extragiudiziale, di cui non è mai stato reso noto l’importo.

La scarcerazione non segna dunque la fine della vicenda. Al contrario, rappresenta solo una tappa di un’indagine che potrebbe avere sviluppi rilevanti sia sul piano giudiziario sia su quello politico-istituzionale. Per l’ex principe Andrea resta ora l’ombra di un procedimento penale che, se confermato, rischia di aggravare ulteriormente una reputazione già profondamente compromessa.

Nel frattempo, il messaggio lanciato dalle autorità britanniche appare chiaro: anche chi appartiene alla famiglia reale può essere chiamato a rispondere davanti alla legge. Un principio che, in un Regno Unito scosso da scandali e sfiducia verso le élite, assume un valore simbolico tutt’altro che secondario.

Seguici

Seguici su

Google News Logo
Ricevi le nostre notizie da Google News

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.