Dal Mondo

I proprietari del Constellation rompono il silenzio: “stiamo male, non mangiamo e non dormiamo”

Dopo due giorni di silenzio, parla uno dei proprietari del Constellation e ribadisce che ci sono stati sempre i controlli superati

le constellation parlano i proprietari

Hanno deciso di rompere il silenzio e di parlare con i media. «Non riusciamo né a dormire, né a mangiare. Stiamo tutti molto male». Sono parole cariche di dolore quelle pronunciate da Jacques Moretti, proprietario del Constellation di Crans-Montana, al quotidiano svizzero 20 Minuten, all’indomani della drammatica strage avvenuta nella notte di Capodanno. Un incendio devastante che ha trasformato una serata di festa in una tragedia, lasciando dietro di sé vittime e feriti gravi.

Moretti ha spiegato di vivere, insieme al suo staff e alla sua famiglia, un momento di profondo shock emotivo. «Faremo tutto il possibile per contribuire a chiarire le cause – ha dichiarato – e tutto ciò che è in nostro potere. Sono coinvolti anche i nostri avvocati». Un’affermazione che sottolinea la volontà di piena collaborazione con le autorità elvetiche impegnate nelle indagini nel frattempo però, nel mirino dell’opinione pubblica, sono finiti proprio loro, i proprietari del locale, dopo la morte di almeno 40 persone.

Era davvero tutti in regola? Nel locale si stava davvero facendo quello che era previsto per legge? Al momento, non ci sarebbero prove che dimostrerebbero il coinvolgimento dei proprietari del Constellation che, allo stato attuale, non risultano neppure indagati.

I proprietari del Constellation non sono indagati: le ultime

La magistratura svizzera sta procedendo con un’inchiesta complessa, ipotizzando i reati di incendio, omicidio plurimo e lesioni gravissime. Un’indagine delicata, volta a ricostruire con precisione la dinamica dei fatti e ad accertare eventuali responsabilità. In questo contesto, il proprietario del Constellation ha ribadito un punto che ritiene fondamentale: «Negli ultimi dieci anni abbiamo subito tre ispezioni e tutto era stato fatto secondo le normative».

Un elemento che, secondo Moretti, dimostrerebbe l’attenzione sempre riservata alla sicurezza del locale. Nonostante ciò, il dolore per quanto accaduto resta immenso e difficile da elaborare. E intanto fanno il giro del mondo le immagini di quel locale, in particolare del seminterrato, con i pannelli che hanno preso fuoco. C’era davvero del materiale idoneo?

La posizione della coppia e il ruolo dei media

Il proprietario del locale ha assicurato la piena collaborazione sua e di sua moglie, rimasta ferita durante il rogo, con le autorità inquirenti. Sempre secondo quanto riportato da 20 Minuten, l’uomo avrebbe rifiutato un’intervista più lunga con la Tribune de Genève, spiegando di non sentirsi «in buone condizioni» per affrontare un confronto mediatico approfondito dopo una tragedia di tale portata.

Un chiarimento importante è arrivato anche dalla procuratrice generale Béatrice Pilloud, che ha confermato come la coppia, entrambi cittadini francesi, sia stata ascoltata esclusivamente in qualità di testimoni. «Non c’è alcuna indagine penale a loro carico», ha precisato, cercando di fare chiarezza in una fase in cui il clima emotivo resta estremamente teso.

Crans-Montana, rinomata località alpina e meta turistica internazionale, si ritrova ora a fare i conti con una ferita profonda. La tragedia di Capodanno ha scosso non solo i familiari delle vittime, ma l’intera comunità locale, ancora in attesa di risposte definitive. Le indagini proseguono, mentre il dolore e le domande restano sospesi, in un silenzio carico di sgomento e attesa. E fiori, e lumini, davanti al Constellation, per ricordare chi non c’è più e chi lotta in ospedale per sopravvivere, nonostante le ustioni.

Seguici

Seguici su

Google News Logo
Ricevi le nostre notizie da Google News

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.