Attualità Italiana

Chiara Costanzo è la prima vittima italiana della strage di Crans-Montana: aveva 16 anni

La prima vittima italiana della strage di Crans-Montana è Chiara Costanzo: aveva 16 anni

chiara costanzo morta a crans montana

La notizia data da Dentro la notizia è stata confermata in questi minuti anche da chi conoscenza Chiara Costanzo. Purtroppo non ce l’ha fatta ed è lei la prima italiana identificata che ha perso la vita nella strage di Crans-Montana. “Chiara non ce l’ha fatta e noi siamo distrutte. È la frase spezzata dal dolore pronunciata da una sedicenne, amica e compagna di allenamenti di Chiara Costanzo, la ragazza milanese che risultava tra i dispersi dopo il devastante incendio scoppiato nella notte di Capodanno nel bar-discoteca di Crans-Montana e che ora è stata identificata tra le vittime accertate.

Un dolore che si fa collettivo, condiviso da un gruppo di giovanissime che con Chiara non dividevano solo la quotidianità della scuola, ma anche una grande passione: la ginnastica acrobatica. “Perdiamo una ragazza che per noi era come una sorella”, racconta l’amica parlando a nome di tutte le compagne di corso. Parole semplici, ma cariche di un peso enorme, che restituiscono il ritratto di un’adolescente capace di lasciare un segno profondo in chiunque la incontrasse.

Chiara Costanzo: la passione per la ginnastica acrobatica e il legame con le compagne

Chiara si era avvicinata alla ginnastica acrobatica quando era ancora una bambina. Con il tempo, quella curiosità iniziale si era trasformata in impegno, costanza e risultati, fino ad arrivare a praticare questo sport a livello agonistico. Ma, come raccontano le amiche, non era soltanto il talento tecnico a renderla speciale.

Era simpatica, diffondeva il buon umore. Soprattutto sapeva ascoltare”, ricordano. Se qualcuno aveva un problema, Chiara era la prima a fermarsi, a chiedere, a cercare una soluzione. Se avevi un problema era la prima a farsi in quattro per aiutarti”, una frase che ritorna più volte nei racconti di chi l’ha conosciuta e che sembra racchiudere la sua essenza.

Una studentessa modello, oltre che una ragazza speciale

Accanto allo sport, Chiara Costanzo portava avanti con serietà anche il percorso scolastico. A Milano frequentava il terzo anno del liceo scientifico presso l’Istituto Moreschi, dove insegnanti e compagni la descrivono come una studentessa modello, sempre educata, rispettosa e impegnata.

Una ragazza capace di conciliare studio e sport senza mai perdere il sorriso, costruendo giorno dopo giorno relazioni sincere e profonde. Un equilibrio raro per la sua età, che oggi rende ancora più difficile accettare una perdita così improvvisa.

La tragedia di Capodanno a Crans-Montana

Da anni Chiara trascorreva le vacanze a Crans-Montana, località a cui era legata anche per motivi familiari: qui, infatti, la sua famiglia possiede una casa. Era tornata anche per questo Capodanno, desiderosa di salutare l’anno nuovo insieme agli amici e a parte dei suoi cari.

La notte del 31 dicembre, però, si è trasformata in un incubo. Il suo nome è comparso fin da subito nella lista dei sei giovanissimi italiani di cui non si avevano più notizie dopo l’incendio scoppiato nel locale. Chiara si trovava lì con gli amici; con lei c’erano anche il padre e un fratellino più piccolo. La madre, secondo quanto appreso, era rimasta a Milano insieme a un’altra figlia.

La speranza dei genitori e l’attesa straziante

Nelle prime ore successive alla tragedia, i genitori di Chiara avevano affidato ai media parole colme di angoscia ma anche di speranza. “Siamo aggrappati alla speranza che Chiara sia fra i feriti non identificati, ma non ci sanno dire niente, dicevano, distrutti dall’attesa. Lei era lì con i suoi amici. Noi viviamo con la speranza addosso”.

Una speranza che, con il passare delle ore, si è purtroppo spenta, lasciando spazio a un dolore difficile anche solo da raccontare.

Una comunità in lutto

Oggi Milano, il mondo della ginnastica acrobatica e la comunità di Crans-Montana si stringono attorno alla famiglia Costanzo. Il ricordo di Chiara vive nelle parole delle amiche, nei racconti dei professori, nei gesti quotidiani di chi l’ha incontrata anche solo per un attimo.

Resta l’immagine di una ragazza solare, generosa e capace di far sentire gli altri importanti, una giovane vita spezzata troppo presto in una notte che doveva essere di festa e che invece si è trasformata in tragedia. Un nome, quello di Chiara Costanzo, che oggi rappresenta non solo una vittima, ma anche una storia di affetti, sogni e legami che nessun incendio potrà cancellare.

Seguici

Seguici su

Google News Logo
Ricevi le nostre notizie da Google News

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.