Bimbo positivo alla droga è ancora grave in rianimazione

Era sabato quando un bimbo di appena 18 mesi, Samuele, è stato portato dalla madre e dal suo convivente al pronto soccorso dell’Ospedale dei Bambini a Palermo. Per i due adulti si trattava di una improvvisa difficoltà a respirare, per i medici la necessità di avvertire la polizia dopo avere ricoverato il bambino nel reparto di rianimazioni per problemi ben più gravi. Lividi su tutto il corpo, graffi e bruciature sulle mani sono stati i primi segnali di una incomprensibile violenza su quel piccolo corpicino.

Dopo poco i risultati delle analisi delle urine hanno rivelato un’alta concentrazione di cocaina, positivo alla droga per probabile ingestione accidentale. Poi la scoperta che calci e pugni ricevuti hanno provocato anche lesioni addominale e questo preoccupa non poco i medici dell’ospedale. Il bollettino medico di questa mattina afferma che le condizioni di Samuele restano gravissime e la prognosi continua ad essere riservata.

La cocaina presente nelle urine è tale da far supporre ad una overdose, cosa che ha inevitabilmente aggravato le condizioni del bimbo già stremato dai maltrattamenti, dalle violenze subite.

La procura sta indagando per far luce su un episodio che ha lasciato allibiti gli stessi medici , i quali hanno dichiarato che una violenza del genere non la vedevano da anni. Per la madre, Gisella Zito, è scattato subito il fermo per maltrattamenti aggravati, anche se la donna ha sempre respinto le accuse. Ad indicarla come colpevole perché una madre violenta è proprio il suo compagno, indagato per lesioni colpose e cessione di droga. Entrambi sembrano fare uso di stupefacenti e secondo il racconto dell’uomo il piccolo avrebbe ingerito la cocaina lasciata incustodita in un sacchetto nel bagno. Se questa versione fosse vera, forse, è stato proprio quel gesto tipico dei bimbi di portare tutto alla bocca a salvargli la vita strappandolo dalle violenze della sua mamma.

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