Abolizione finanziamento pubblico ai partiti: c’è l’accordo

Il Consiglio dei Ministri oggi ha approvato le linee guida per l’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti. A mancare adesso è solo il testo del ddl che però potrebbe arrivare in fretta. All’opera insomma la macchina governativa per affrontare uno dei temi più scottanti della politica italiana. “Nel Cdm di oggi abbiamo trovato l’accordo sull’abrogazione del finanziamento pubblico dei partiti. Ora la Ragioneria deve preparare le norme fiscali del ddl”: è questo il messaggio che il Presidente del Consiglio Enrico Letta ha lanciato oggi tramite il suo profilo twitter, un appello al quale sono già giunte risposte e commenti da parte del mondo politico.

Matteo Renzi, sindaco di Firenze, ha commentato così la notizia, non nascondendo la fiducia nei confronti del governo e parlando nuovamente della necessità dell’approvazione di ddl altrettanto importanti come la tanto attesa riforma del sistema elettorale: “Ho parlato più volte con il presidente del Consiglio, su questi temi il governo procederà spedito. Durante le primarie sembravamo solo noi a dirlo ora vedo condivisione”.

Sul fronte Movimento 5 Stelle, stranamente discordanti tra di loro le reazioni dei due capogruppo a Camera e Senato: se infatti da parte di Roberta Lombardi è trapelata approvazione nei confronti della discussione approvata oggi in Cdm, più polemica la reazione di Vito Crimi.
In particolare la Lombardi, nel rilasciare dichiarazioni in merito all’accaduto ad Adnkronos, ha parlato di collaborazione del Movimento affinchè “il referendum del ’93 venga rispettato e non aggirato come al solito”. Di “sparata di fine campagna elettorale” ha parlato invece Vito Crimi, capogruppo M5S al Senato: l’esponente del movimento ha poi ricordato il gesto del M5S del rifiuto del rimborso elettorale.

Faccenda annosa, quella del finanziamento pubblico ai partiti. È bene infatti ricordare come il versamento di fondi così definito sia stato definitivamente abolito nel 1993 con un referendum dopo anni di lotte e tentativi in tal senso. Del 1994 una legge che introduceva in Italia il “rimborso per le spese elettorali” ai partiti, che di fatto sostituiva e rimpiazzava l’ex finanziamento pubblico. Del 2000 invece un referendum di cui si fecero promotori i Radicali per l’abolizione anche di quest’ultimo genere di finanziamento che però non raggiunse il quorum.

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