Izzy, vittima di bullismo: scrive una poesia e poi si uccide

Continuano le vittime di bullismo che di recente interessano sempre di più i fatti di cronaca. Una 14enne si suicida per colpa dei suoi coetanei bulli. Si chiamava Izzy Dix la ragazzina con gli occhi celesti e viso sbarazzino, che a guardarla sembrava veramente non avesse pensieri e non soffrisse di alcun malessere. Eppure Izzy era vittima di bullismo esercitato dai suoi coetanei. Izzy non regge più i soprusi dei ragazzini e opta per il suicidio.

La studentessa è stata trovata morta in casa sua, nel Regno Unito. A due mesi del suicidio di Izzy, i giornali inglesi pubblicano una poesia scritta da Izzy, attraverso la quale la giovane 14 enni dava sfogo alle sue frustrazioni e al malessere provocato da coloro che agivano da bulli nei suoi confronti. Izzy nella poesia ha trascritto alcuni suoi stati d’animo: si sentiva come se stesse annegando in un mare di emozioni. Un episodio in particolare aveva mortificato Izzy e fu quando durante un festival musicale la 14enne fu snobbata dai giovani bulli. Quel giorno Izzy era tornata a casa in lacrime e con un solo pensiero in mente: quello di arrendersi.

Ecco la poesia di Izzy.

Io arrivo, felice e fresca,
pronta ed eccitata
per celebrare il festival.
Sono desiderosa e ansiosa di trascorrere un bel momento.
Sorrido per l’eccitazione,
comincio a vedere la folla,
vedo sempre più persone ,
Molti sono felici e gioiosi.
Sono lì come me,
per festeggiare,
io sorrido a loro e dico ciao ai tanti volti che vedo,
si guardano scioccati e sorpresi di vedermi,
io metto in discussione il loro giudizio e mi chiedo,
‘Che cosa ho fatto di male?’
Provo a tornare nel cerchio di risatine e a parlare,
mi spingono via.
sto ferma,
I miei occhi vitrei e assenti.
Improvvisamente mi chiamano,
penso, ‘sì! Mi hanno notato! ‘
Ma poi iniziano a fare domande,
sul motivo della mia presenza.
Cominciano a dirmi che nessuno mi vuole lì.
Il mio cuore, la mia testa, il mio corpo: la nebbia
sento i rimorsi che iniziano a pizzicare i miei occhi come le guance cominciano a bruciare.
‘Non lasciare che ti vedano,
Non mostrare loro che sei indebolito ,
Indebolito dalla loro commenti’,
‘Stay Strong’ penso,
ma è troppo tardi,
i miei palmi delle mani sono umidi,
le guance e il mio collo sudano
Cammino in fretta tra le risate.
Il mio cuore comincia a rompersi.
Guardo giù e cammino,
I miei occhi annegano in un mare di emozioni.
Un altro pezzo di me, spuntato fuori dalle loro crudeli osservazioni e percezioni,mi arrendo.

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