Costa Concordia: Schettino inguaiato da testimone al processo

Madonna ch’aggio combinate!“. E’ la voce di Francesco Schettino, rinvenuta dagli audio che il pm ha fatto ascoltare in aula a Grosseto al processo sulla Costa Concordia. Grazie alla testimonianza in aula dell’ufficiale Salvatore Ursino, è stato possibile ricostruire le varie fasi dell’urto contro gli scogli della Costa Concordia. Il testimone racconta:”Di mia iniziativa andai sull’aletta sinistra dove mi affacciai dalle vetrate. Ho visto gli scogli a una ventina di metri”. Ripreso oggi a Grosseto il processo sul naufragio della nave Costa Concordia che vede come unico imputato Francesco Schettino, comandante della nave, nella notte della tragedia del 13 gennaio 2012.  Il processo gode, tra gli altri, della testimonianza dell’ufficiale in addestramento Salvatore Ursino, presente in plancia di comando per tutta la navigazione della sera del 13 gennaio 2012, dal momento di salpare da Civitavecchia fino all’urto contro gli scogli del Giglio. Ursino inguaia Schettino poiché ha riferito che quest’ultimo avrebbe dato ordini di aumentare la velocità da 15 a 16 nodi. Questo accadde circa cinque minuti prima dell’impatto con gli scogli. “Schettino dette l’ordine di aumentare la velocità al vice Ciro Ambrosio”, ha riferito l’ufficiale Ursino.

Una testimonianza che mette Schettino con le spalle a muro. Ursino aggiunge: “E’ insolito sentire un ordine di timone a dritta mentre si va a 16 nodi, perché la nave sbanda e si inclina su un lato determinando la possibile caduta oggetti e persone”.

Sulla plancia della nave si trovavano molti ospiti. Al momento in cui la nave si è schiantata contro gli scogli, sulla plancia, vi erano il primo maitre Antonello Tievoli, il maitre Ciro Onorato, l’hotel director Manrico Giampedroni, e la ragazza moldava (Domnica Cemortan, ndr), stavano ammirando il paesaggio. Poi, l’urto contro gli scogli.

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