Perugia, otto persone intossicate da monossido: alcuni vivevano nell’appartamento dove fu uccisa Meredith

E’ di otto persone il bilancio delle persone intossicate a Perugia a causa di un incidente domestico. Le persone abitavano in due appartamenti situati in una villetta di via Pergola. Tra di essi, tre donne e due bambini, tutti di origine marocchina.
Con molta probabilità, l’arrivo dei primi freddi e la necessità di riscaldare gli ambienti casalinghi ha provocato la fuoriuscita incontrollata del monossido di carbonio. Tuttavia, fonti ospedaliere hanno fatto sapere che per gli otto inquilini  le condizioni non sarebbero gravi e potrebbero essere dimessi da qui a breve, non prima però di aver ricevuto tutti i risultati degli accertamenti medici previsti per casi di intossicazione.
Via Pergola a Perugia è una di quelle vie che è rimasta – e lo è ancora – al centro della cronaca nera nazionale, per l’assassinio della giovane studentessa inglese Meredith Kercher uccisa nel corso della notte del 1 novembre 2007 e per il quale omicidio sono stati imputati – e sono ancora sotto processo – Raffaele Sollecito e la statunitense Amanda Knox, mentre con rito abbreviato l’ivoriano Rudy Hermann Guede è stato condannato a sedici anni di carcere. La coincidenza però è ancora più forte in quanto il caso ha voluto che l’incidente a casa delle famiglie marocchine sia avvenuto proprio nell’appartamento dove all’epoca dei fatti viveva Meredith.
Intanto, altri casi di intossicazione da monossido sono stati registrati a San Giustino, località sempre in provincia di Perugia, dove sette componenti di un gruppo musicale hanno accusato malori a causa di una stufa danneggiata; e a Vigevano, in provincia di Pavia, dove tre persone che vivevano nello stesso appartamento sono rimaste intossicate per le inalazioni di monossido.

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