Il fenomeno del cyber bullismo: ecco come si può fermare


In questi giorni si è tenuto il primo incontro anti-cyberbullismo. Al tavolo tecnico ha partecipato il viceministro dello sviluppo economico, Antonio Catricalà, A.G.C.O.M.(Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni), polizia postale e delle comunicazioni, Autorità per la privacy e Garante per l’infanzia, oltre ai rappresentanti di associazioni come Confindustria digitale e Assoprovider insieme a operatori eccellenti del settore dell’informatica come Google e Microsoft.

L’obiettivo dell’incontro è stato quello di realizzare un codice di tutela contro i comportamenti violenti che abitualmente vengono posti in essere dagli utenti della rete a discapito di soggetti fragili e indifesi. Infatti, le cronache di attualità recenti mettono in risalto la necessità di prevedere una tutela a favore degli utenti minori che si trovino coinvolti in veri e propri maltrattamenti virtuali perpetrati da parte dei loro coetanei più violenti.


Il codice prevede che gli operatori della rete predispongano all’interno delle piattaforme informatiche dei meccanismi di segnalazione e conseguente rimozione dei comportamenti di bullismo. Quindi, motori di ricerca, compreso facebook, dovranno necessariamente prevedere dei sistemi di segnalazione anti-cyberbullismo facilmente visibili e utilizzabili dagli utenti informatici, in modo da consentire a bambini e adolescenti la giusta protezione contro atti violenti di tipo virtuale attraverso la simultanea segnalazione del comportamento pregiudizievole.

I contenuti lesivi della dignità della persona saranno rimossi dalla rete nell’arco di breve tempo. Per evitare che comportamenti discriminatori vengano adottati anche on-line e non solo nella vita reale, attraverso la diffusione di immagini, post e la creazione di gruppi chiusi, le segnalazioni sulla violenza virtuale saranno cancellate dal web in sole due ore dalla comunicazione dell’episodio denigratorio.

Il Codice di comportamento contro la violenza e il bullismo virtuali assume una notevole importanza sociale di tutela e garanzia dei minori e, più in generale, dei soggetti indifesi, visto e considerato il ruolo considerevole che ha assunto ormai da tempo l’uso della rete e, conseguentemente, dei social network. Navigare in internet è fondamentele, ma la rete può nascondere anche svantaggi a livello di tutela della persona. La codificazione delle regole di condotta in rete rappresenta un passo significativo per il progresso della cultura informatica.

 

Nausica Scalese


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