Terra dei Fuochi: ecco come la camorra vuole bonificare la zona

Nelle ultime settimane inizia ad esserci una grande attenzione nei confronti di una zona della Campania chiamata “Terra dei Fuochi“: ora l’emergenza più grande sia in quest’area che in quelle limitrofe è data dalla necessità di ripulire i terreni dove per anni sono stati lasciati i rifiuti tossici perché la gente si sta ammalando. Ma la camorra vuole fare la sua parte nella bonifica dei terreni.

L’emergenza in Campania è tra le più reali e deve essere risolta quanto prima: eppure esiste chi si sta organizzando per poter utilizzare i fondi che serviranno a risolvere almeno in parte il problema. Si tratta di cifre da capogiro che verranno destinate alla bonifica della Terra dei Fuochi e che fanno gola soprattutto ai membri della camorra.

Ai capi della mafia campana, infatti, fa molto comodo che in televisione si parli di questo problema: in questo modo, infatti, hanno la possibilità di sfruttare la situazione a proprio vantaggio e ottenere con molta semplicità delle misure urgenti poste sotto controlli molto blandi.

La camorra ha fatto parte di quei soggetti che hanno reso tale situazione insostenibile, ma ora è la prima che cerca di mangiare nuovamente sopra la pelle delle persone, cercando di aggiudicarsi gli appalti per i lavori. E un caso è già stato accertato: si tratta del bando relativo ai lavori di bonifica della Resit di Giugliano.

La società Ecoart, infatti, avrebbe tentato di accaparrarsi i brevetti relativi ad una tecnica sperimentale all’avanguardia in collaborazione con l’università: in questo modo erano sicuri si sarebbero accreditati presso la Regione Campana per procedere con i lavori di bonifica. Gli inquirenti, tuttavia, hanno scoperto che dietro a questa società c’era un uomo molto vicino al clan dei casalesi, che negli anni passati avrebbe svolto il ruolo di prestanome nei confronti di Antonio Bordellino.

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