Meredith: Amanda e Raffaele pericolo di fuga, rischiano l’arresto

Nell’ambito del processo per il delitto di Meredith Kercher emergono novità su Amanda e Raffaele. I due potrebbero fuggire, e per questo rischiano l’arresto. A chiedere alla Corte d’appello di Firenze che venga applicata una misura cautelare nei confronti di Amanda Knox e Raffaele Sollecito è stato Alessandro Crini, il procuratore generale della Toscana.

Nel caso in cui Amanda e Raffaele venissero condannati per l’omicidio di Meredith Kercher, dovrebbero essere immediatamente arrestati, al fine di “assicurare l’esecuzione della sentenza una volta definitiva“. A preoccupare Crini sarebbero i frequenti viaggi di Raffaele Sollecito all’estero, ma anche il fatto che Amanda Knox viva negli Stati Uniti. Insomma, le richieste sarebbero dettate dalla possibilità di fuga di Amanda e Raffaele. Oltre all’arresto, anche altre misure cautelari potrebbero essere applicate ai due giovani, che attendono la decisione ultima per quanto riguarda le loro responsabilità nel delitto di Meredith Kercher. Tra i possibili provvedimenti potrebbe esserci il ritiro del passaporto, il divieto di espatrio e l’arresto immediato. 

A spiegare le motivazioni di questo è stato lo stesso Crini, che ha chiesto che la misura porti ad assicurare l’esecuzione della condanna, qualora essa ci fosse. Ora spetta alla Corte decidere quale misura cautelare potrebbe scattare nei confronti di Amanda e Raffaele, nel caso in cui venissero condannati per l’efferato delitto di Meredith Kercher. Insomma, potrebbe esserci un semplice divieto d’espatrio. Per l’arresto ci si dovrà pensare, in quanto a seguito dell’appello avrà luogo il vaglio successivo della Cassazione.

A quanto pare Amanda e Raffaele pongono dei quesiti sul pericolo di fuga. I giovani potrebbero decidere di scappare nel caso in cui fossero condannati, ed è proprio quello che si vuole evitare al fine di consentire alla giustizia di fare il suo corso. Forse la soluzione al delitto di Perugia è vicina, e si potrebbe finalmente arrivare alla verità su quanto accaduto il giorno 1 novembre del 2007. Si attendono ulteriori aggiornamenti.

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