Papa Francesco visita il paese del piccolo Cocò: contro la violenza sui bambini

Papa Francesco ancora una volta si dimostra attento alle tragedie che colpiscono le persone comuni, e visita il paese del piccolo Cocò. Dunque il Pontefice condanna la violenza sui bambini. Lo fa incontrando i familiari di Cocò Campolongo, la piccola vittima di tre anni che morì insieme a suo nonno ucciso e bruciato. I fatti sono accaduto a Cassano allo Jonio, e Papa Francesco condanna fermamente episodi di questo tipo, dicendo che mai più dovrà succedere che un bambino debba subire sofferenze del genere. Ha pronunciato queste parole nel corso della sua visita presso il carcere di Castrovillari, in provincia di Cosenza. Uno dei detenuti è proprio il papà del piccolo Cocò, ovvero Nicola Campolongo. Le parole di Papa Francesco e l’incontro con i familiari del bambino, sono stati un momento davvero commovente. A dirlo è stato Nunzio Galantino, il vescovo di Cassano.

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Papa Francesco ha dimostrato tutta la sua vicinanza alla famiglia del bambino, che ha cercato di rassicurare dicendo di pregare per il piccolo Cocò. Inoltre il Pontefice ha colto questa delicata situazione per porre attenzione sui diritti fondamentali dell’uomo, sul fatto che debbano essere rispettati. Inoltre invita a mantenere alta l’attenzione sull’espiazione della pena da parte di chi non segua questi dettami, ed è importante impegnarsi attivamente per il reinserimento di chi si macchia di queste pene nella società.

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Appare dunque ricca di significato la visita di Papa Francesco al paese del piccolo Cocò. Il bambino fu ucciso dal boss e il suo corpicino venne ritrovato in automobile con il nonno, bruciato.

Purtroppo episodi del genere non dovrebbero mai succedere: vittime innocenti, bambini, perdono la vita per mano di persone senza scrupoli. Papa Francesco si dimostra molto attento a situazioni così tragiche, e la speranza è che altri genitori non debbano ritrovarsi in futuro a sopportare un dolore simile. I bambini non si toccano, e Papa Francesco lo dice a gran voce.

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