Ravenna, auto pirata investe e uccide bimbo di tre anni

Aveva appena tre anni il bimbo investito a Ravenna da una macchina pirata. L'autista non si è fermato a prestare soccorso. Le autorità setacciano la zona alla ricerca dell'auto

Tragedia sulle strade di Ravenna ieri sera: un auto pirata ha travolto e investito un bimbo di appena tre anni. E’ accaduto intorno alle ore 21 in località Ponte Nuovo, una frazione del capoluogo romagnolo. Il piccolo stava attraversando sulle strisce pedonali insieme alla madre proprio sotto la sua abitazione, all’altezza dell’incrocio con via Iesi, di fronte al punto vendita di vini “Cantina produttori di Predappio”.

L’auto è arrivata di corsa e, secondo i rilievi effettuati dalla polizia municipale, non ha avuto neppure il tempo di frenare: ha trascinato il corpicino per un’ottantina di metri sull’asfalto. L’automobilista si è dato poi alla fuga senza fermarsi a prestare soccorso. Non si esclude che fosse ubriaco o sotto uso di stupefacenti. Le ricerche ora si concentrano su una Mercedes scura, forse con targa straniera, secondo quanto riportato dai testimoni. Le autorità stanno setacciando tutta la zona. La vittima invece è stata immediatamente trasportata in ospedale al pronto soccorso dove però è deceduto poco dopo il ricovero disperato per tentare di strapparlo alla morte. Inutile la corsa in ambulanza.

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Gli agenti del reparto Infortunistica della Polizia Municipale di Ravenna stanno cercando di ricostruire la dinamica dell’incidente che, purtroppo, si è rivelato mortale per il bimbo investito. La gente del posto chiede giustizia di fronte a questa morte assurda. Intanto la notizia di questo incidente e delle sue dinamiche ha fatto il giro del web e su internet sono molti i commenti di rabbia e di indignazione contro un uomo che, guidando a tutta velocità e senza rispettare le regole del codice della strada, ha tolto la vita ad un bambino di tre anni gettando nella disperazione la mamma che era con lui al momento dell’incidente. Il fatto che non si sia fermato a prestare soccorso concorre ad alimentare la rabbia dell’opinione pubblica.

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