Omicidio Meredith, la pista della droga incastra Amanda?

Un giallo che sembra non avere fine. Mentre Raffaelle Sollecito continua la sua vita da studente, si è da poco laureato a Verona, Amanda resta in America dove ha intrapreso la carriera di scrittrice. In Italia invece proseguono le indagini per cercare di capire cosa sia davvero successo nella casa di Via della Pergola. Chi ha ucciso la giovane Meredith? Il settimanale Giallo, in edicola questa settimana, lancia una nuova pista che vedrebbe il collegamento di Amanda al mondo dello spaccio e della droga in quel di Perugia.

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Secondo quanto leggiamo appunto sulla rivista Giallo ci sarebbe una importante annotazione fatta da uno degli agenti della squadra mobile di Perugia nel 2008 subito dopo l’omicidio di Meredith quindi. Ve la riportiamo

“Nel corso dell’attività investigativa sull’omicidio di Meredith Kercher abbiamo appurato che un tale F. avrebbe rifornito saltuariamente di sostanza stupefacente la nota Amanda Knox, oltre ad avere avuto con lei presumibilmente rapporti di natura sessuale”. Come leggiamo appunto sul settimanale che si occupa di casi di cronaca, questa è un’annotazione fatta dalla squadra mobile di Perugia ed è stata datata 19 gennaio 2008; la data quindi risale a due mesi e mezzo dopo il terribile omicidio della giovane studentessa inglese, Meredith Kercher. Secondo quanto si legge sulla rivista questa sarebbe un’annotazione davvero importante perchè potrebbe aprire un nuovo, inquietante scenario sul delitto di Perugia e su una delle sue protagoniste più discusse, Amanda Knox. La bella studentessa aveva dei legami con il mondo dello spaccio? Si dice che tra i suoi primi amici nel capoluogo umbro ci fosse uno spacciatore ma è davvero così e in che misura questa pista potrebbe dimostrare la colpevolezza di Amanda?

In questa vicenda entrerebbe un giovane, un ragazzo che Amanda avrebbe conosciuto in treno e con il quale si sarebbe concessa dei lussi mai provati prima. Di lui si hanno tracce sui social ( sette anni fa andava di moda Myspace). Con questa persona, l’iniziale del nome sarebbe una F, Amanda avrebbe fatto sesso e fumato spinelli. Con lui avrebbe mantenuto contatti prima e dopo l’omicidio. Le persone che Amanda frequentava per i suoi vizi con la droga potrebbero centrare qualcosa con la morte di Meredith? Potrebbe esserci una nuova pista tutta da seguire?

Sollecito potrebbe davvero non avere nulla a che fare con l’omicidio di Meredith?

One response to “Omicidio Meredith, la pista della droga incastra Amanda?

  1. Faceva uso saltuario di marjuana, come Meredith, come tutti i suoi coinquilini, e come la maggioranza degli studenti di Perugia. Era un uso saltuario, non un vizio. Non ha mai fatto uso di sostanze abbastanza forti da alterare la personalità, lo hanno stabilito gli esami medici fatti subito dopo l’arresto. I ragazzi di via della pergola 7 (Meredith, Filomena, Laura, e i ragazzi del piano di sotto) coltivavano da tempo pianticelle di marjuana in casa e quindi né loro né Amanda che abitava con loro avevano bisogno di rivolgersi agli spacciatori. Nelle numerosissime registrazioni (fatte a sua insaputa) delle telefonate e dei messaggi di Amanda non c’è un solo riferimento a droghe o a rapporti, sia di commercio che sessuali, con qualche spacciatore. Tutto ciò è stato ampiamente provato nei processi ed è riconosciuto persino dall’accusa che infatti non ha mai insistito su questo punto. La morte di Meredith non c’entra niente con la droga, non c’entra niente con Amanda, non c’entra niente con Raffaele. C’entra solo con Rudy Guede, che è l’unico assassino. Rudy aveva precedenti (furto con scasso) movente (denaro e lussuria) opportunità (casa deserta – o almeno così sperava – per il “ponte dei morti” dell’ 1 – 4 novembre; finestra di Filomena facile da aprire per un difetto di chiusura). Lui solo ha lasciato tracce dappertutto nella stanza di Meredith mentre di Amanda Knox e Raffaele Sollecito non c’è la minima traccia. Non è possibile che abbiano cancellato il proprio DNA lasciando quello di Guede! Gli esperti di tutto il mondo, non solo americani, lo ripetono da anni, ma non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire.

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