La moglie di Bossetti si sfoga su Gente: non è suo marito l’assassino di Yara

Chi ha ucciso Yara Gambirasio? Una prova, la prova del dna ritenuti da tutti la “regina” tra le prove ha incastrato, per ora, Massimo Giuseppe Bossetti. Lui dal carcere continua a dirsi innocente e anche sua moglie, Marita Comi, si schiera dalla sua parte. Lei in carcere c’è andata subito, da quando è stato possibile vederlo e da subito ha preso le sue difese stentando probabilmente a credere che il padre dei suoi figli possa essere un assassino. Una storia surreale per lei: un figlio illegittimo, un marito descritto da tutti come un mostro, tanti anni di vita insieme che vengono compromessi da un’accusa, tra le più atroci. Presunto assassino di Yara Gambirasio. Marita ha ascoltato per tutto questo tempo in silenzio quello che gli altri hanno detto sulla sua famiglia e su suo marito. Adesso è arrivato anche per lei il momento di parlare e così dalle pagine della rivista Gente arriva lo sfogo della donna.

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“Da quando è rinchiuso l’ho incontrato sei volte. Ci guardiamo, lui piange spesso, dice che gli manca tutto e si chiede perché” queste le parole di Marita ai giornalisti di Gente.

Continua la moglie del presunto assassino di Yara: “in casa quella parola, assassino, non l’abbiamo mai pronunciata. Così come quell’altra parola, carcere. Se i ragazzi chiedono: il papà dove sta? Sta con i carabinieri, rispondiamo. Perché è coinvolto nella storia di Yara, basta”. Marita quindi di schiera ancora una volta dalla parte di suo marito che non avrebbe, secondo lei, nulla a che fare con la morte della tredicenne di Brembate.

E a proposito di come i media hanno descritto suo marito in questi mesi commenta: “Sono state scritte tante illazioni e bugie, lui è un bonaccione. Hanno detto che quel pizzetto biondo gli dà una faccia da vizioso. Ma quale vizioso! Lui è biondo così. Ha la faccia di uno che lavora duro, si fa i fatti suoi, ha una faccia da buon padre. Anche la storia delle lampade: ne avrà fatta qualcuna, che male c’è, ma non tutte quelle che raccontano”.

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