“Andrea Sempio si ripulì a casa della nonna” la nuova ricostruzione e le ultime notizie

Si riscrive la scena del crimine, il delitto di Chiara Poggi ed emerge un altro dettaglio: Andrea Sempio sarebbe passato da casa della nonna

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E’ la Stampa oggi ad anticipare quella che sarebbe le ricostruzione elaborata da chi indaga dopo le nuove consulenze e dopo un anno di indagini. Andrea Sempio avrebbe ucciso Chiara Poggi e poi sarebbe uscito di casa, probabilmente ancora sporco di sangue. Non sarebbe tornato a casa sua ma sarebbe andato a casa della nonna per ripulirsi. Queste le indiscrezioni riportate su un articolo uscito oggi, a poche ore dal mancato interrogatorio di Andrea Sempio che, come saprete, il 6 maggio, si è avvalso della facoltà di non rispondere ma ha scoperto, quelle che sarebbero alcune delle prove che la procura ha in mano.

“La verità della procura” hanno ricordato più volte ieri i legali di Sempio, tutto da dimostrare, chiaramente. Andrea Sempio infatti, almeno rispetto a quello che ieri gli è stato detto, avrebbe già trovato delle giustificazioni che spiegano alcune delle nuove intercettazioni raccolte. Ma torniamo alla mattina del delitto di Chiara Poggi.

>>> Cosa hanno contestato gli inquirenti ad Andrea Sempio

Andrea Sempio e la scena del crimine: come sarebbe morta Chiara Poggi

Una ricostruzione, quella di oggi, molto diversa da quella che vedeva sulla scena del crimine Alberto Stasi, collocato per meno di 15 minuti nella villetta dei Poggi.

Un’aggressione tutt’altro che rapida, sviluppatasi in più momenti e con una violenza crescente. Secondo la nuova ricostruzione degli inquirenti, il movente potrebbe essere legato al rifiuto di Chiara alle avances dell’aggressore. Gli elementi emersi dalla nuova analisi delle tracce ematiche — la cosiddetta “Bpa”, affidata al tenente colonnello Andrea Berti del Ris di Cagliari — insieme alle conclusioni dell’anatomopatologa Cristina Cattaneo, hanno permesso di ridefinire la dinamica dell’omicidio.

A indicare l’inizio della violenza sarebbero tre piccole gocce di sangue trovate tra i due divani del soggiorno, reperti che quasi diciannove anni fa non erano mai stati presi in considerazione nell’analisi originaria. È proprio lì, dove probabilmente Chiara aveva appena finito di fare colazione, che sarebbe iniziato tutto. Forse con uno schiaffo. Per molto tempo si è detto che forse, quelle gocce di sangue appartenevano all’assassino, che si era seduto come se volesse riflettere. Oggi invece, anche quella ricostruzione, cambia.

E’ Andrea Sempio l’assassino di Chiara Poggi?

I primi colpi sarebbero stati sferrati a mani nude. Chiara tenta subito di opporsi, reagisce con tutte le sue forze, prova a difendersi e a scappare. Cerca di raggiungere la porta d’ingresso per fuggire dalla villetta di via Pascoli, ma viene raggiunta nella zona tra l’entrata e la scala che conduce al piano superiore. Lì l’aggressione prosegue con nuova violenza: Chiara viene colpita ancora e cade a terra.

In quel punto l’assassino avrebbe lasciato una prima traccia decisiva: l’impronta insanguinata di una mano sinistra aperta sulle piastrelle. Un segno che, secondo gli investigatori, non può appartenere alla vittima, dal momento che il palmo di Chiara risultava pulito.

Successivamente l’aggressore l’avrebbe afferrata per le caviglie, trascinandola verso il mobiletto sul quale si trovava il telefono. Qui la ragazza tenta nuovamente di ribellarsi e di rialzarsi, ma viene colpita ancora. A confermarlo sarebbero gli schizzi di sangue da cast-off, prodotti dai movimenti dell’arma impugnata dall’omicida.

Il corpo di Chiara viene poi trascinato ancora una volta, fino alla porta che conduce alle scale della cantina. È lì che il killer, secondo chi indaga Andrea Sempio, avrebbe continuato a infierire sulla giovane con almeno altri tre colpi, prima di gettarla giù per le scale. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, prima di farlo l’avrebbe rimessa in piedi per riuscire ad aprire la porta a soffietto.

Gli ultimi colpi alla testa sarebbero stati inferti quando Chiara era ormai distesa sui gradini della scala. Secondo la nuova ricostruzione, l’aggressore avrebbe percorso i primi scalini della cantina, un dettaglio che modifica in modo significativo la dinamica ipotizzata in passato, quando si riteneva improbabile che il killer fosse sceso lungo la rampa.

L’omicida avrebbe quindi impugnato di nuovo il martello, colpendo la ragazza ripetutamente, almeno quattro o cinque volte, con estrema violenza. Nel momento in cui si volta per risalire le scale, muovendosi nello spazio ristretto della scala, lascia sulla parete sinistra una strisciata di sangue impressa con la mano.

Tra gli elementi analizzati dagli investigatori c’è anche la cosiddetta traccia dattiloscopica “33”, l’impronta di un palmo individuata sul muro destro della rampa, pochi gradini sopra il corpo della vittima. Secondo gli inquirenti, però, questa traccia va interpretata insieme a un altro segno rinvenuto sul pavimento, vicino alla soglia delle scale: l’impronta del tacco di una scarpa.

Gli esperti ritengono che quello fosse il punto in cui l’assassino si sarebbe fermato a osservare la scena del delitto. Una posizione instabile, suggerita proprio dall’orientamento dei piedi, che lo avrebbe costretto ad appoggiarsi con la mano alla parete per mantenere l’equilibrio. In base alle misurazioni effettuate dall’anatomopatologa Cristina Cattaneo, questa dinamica risulterebbe compatibile con le caratteristiche fisiche di Andrea Sempio.

Andrea Sempio si è ripulito in cucina e poi da sua nonna?

Secondo gli investigatori, dopo il delitto l’assassino avrebbe cercato di ripulirsi utilizzando il lavabo della cucina e non quello del bagno, come ipotizzato in passato. Un dettaglio rimasto a lungo inesplorato: proprio in cucina, infatti, il luminol aveva evidenziato alcune impronte che si addentravano nella stanza fino a interrompersi in corrispondenza di un tappetino. Quel tappeto, trovato all’epoca arrotolato dagli investigatori, non venne però mai analizzato. Questo spiegherebbe anche la mancanza di sangue, ad esempio nei sifoni del lavandino del bagno di casa di Chiara Poggi, e la presenza dei famosi capelli mai analizzati.

Nella stessa area era stata inoltre repertata una piccola traccia di sangue sull’anta di un mobiletto, elemento che oggi assume un nuovo peso nella ricostruzione dell’accaduto.

Dopo essersi ripulito, Andrea Sempio si sarebbe allontanato passando dalla strada sul retro dell’abitazione dei Poggi. Secondo l’ipotesi investigativa non avrebbe percorso molta strada: soltanto poche centinaia di metri, fino alla casa della nonna, una sorta di tappa intermedia prima di fare ritorno nella propria abitazione.

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