Protestano contro la riforma Gelmini: sospesi in 170

Nello scorso autunno tutte le scuole e le università pubbliche di Italia si sono mobilitate per contestare la riforma Gelmini. Ma a Napoli 170 studenti, di cui molti all’ultimo anno, l’hanno pagata cara. Nel liceo classico Garibaldi, occupato dal 27 novembre al 15 dicembre, la preside Laura Colantonio ha rilevato diversi danni provocati dagli studenti che contestavano contro la riforma.

Come fare a risalire ai fautori dei danneggiamenti? Semplice: basta andare dalla polizia che ha sorvegliato l’occupazione e vedere le foto scattate, per punire debitamente gli alunni coinvolti nel deterioramento dell’istituto. Magari in sede di scrutini. Risultato: 170 alunni sospesi in classe per 5 giorni, presenti alle lezioni ma registrati come “assenti” e, come se non bastasse, un 5 in condotta per tutti loro per il primo quadrimestre. I genitori degli alunni coinvolti nella sospensione hanno chiesto ricordo davanti all’organo di garanzia della scuola, ma questa la risposta della preside: “L’organismo non può deliberare per palese incompatibilità, rispetto all’attuazione delle proprie potenziali funzioni, di alcuni membri dell’organo stesso, tenuti a esercitare il dovere di astensione e quindi va rinominato”.

Particolarmente critica la situazione dei maturandi nella vicenda, in quanto la sospensione e, ancor di più il 5 in condotta potrebbero compromettere anche l’accesso agli esami di stato.

Sono in tanti gli studenti che si lamentano, usando anche la Rete: una studentessa sul suo blog personale scrive che i provvedimenti disciplinari sono del tutto illegali, in quanto per dare un 5 in condotta bisogna che ci siano dei precedenti, come 15 giorni di sospensione.

Sara Moretti

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