Libia, il Papa rivolge un appello ai governanti e alla popolazione

 

Monito del Papa questa mattina sulla crisi, la guerra, che imperversa in queste ore in Libia.

Rivolgo un pressante appello a quanti hanno responsabilità politiche e militari, perché abbiano a cuore, anzitutto, l’incolumità e la sicurezza dei cittadini e garantiscano l’accesso ai soccorsi umanitari”. Con queste parole, oggi all’Angelus, il Santo Padre ha rivolto il suo appello ai governanti occidentali. Il pensiero del Papa è per le migliaia di civili che rischiano di rimanere uccise sotto la pioggia di missili, che ormai da ore, devastano il suolo libico. E’ una grande apprensione quella che accompagna il Pontefice in queste ore: “Alla popolazione desidero assicurare la mia commossa vicinanza, mentre chiedo a Dio che un orizzonte di pace e di concordia sorga al più presto sulla Libia e sull’intera regione nord africana. A sostenere le parole di Benedetto XVI è il presidente della conferenza episcopale italiana, Cardinal Angelo Bagnasco, che da Genova commenta così l’inizio dell’operazione ‘Odissea all’alba’: “Speriamo che si svolga tutto rapidamente, in modo giusto ed equo”.Il Cardinale ha poi rinnovato la preghiera per il “ rispetto e la salvezza di tanta povera gente che in questo momento è sotto gravi difficoltà e sventure”.

Da Milano, un altro appello viene lanciato, è quello del presidente della repubblica Giorgio Napolitano, in occasione della visita al capoluogo lombardo per le celebrazioni del 150° anniversario dell’unità d’Italia: “Sono del parere che non si debba mai cedere alle paure, immaginiamoci in questo caso”, riferendosi al timore di eventuali rappresaglie del dittatore libico, aggiungendo che ora è necessario “evitare allarmismi e anche assolute fantasie che sono soltanto tese a suscitare timori immotivati”.

Le parole di Napolitano e di Ratzinger hanno poi suscitato il commento delle forze politiche, tanto di maggioranza, quanto di opposizione. Per il ministro degli esteri Frattini il governo non deve tornare indietro: “La nostra scelta è irreversibile, assolutamente irreversibile. Andremo avanti fino a quando il regime non verrà rovesciato”. Mentre i commenti del PD sono affidati alle parole del segretario Pierluigi Bersani che in primis attacca la lega per non aver sostenuto la risoluzione dell’Onu “sarebbe meglio che i diversi ministri stessero zitti e il governo parlasse con voce univoca e venisse nelle commissioni competenti a definire meglio il nostro profilo in questa vicenda”; poi tornando sull’attività del governo nella crisi libica afferma: “L’Italia in questo frangente si presenta in una situazione di debolezza grave, sia perché il governo ha due linee, non c’è una maggioranza governativa a sostegno della posizione italiana, sia perché con la nostra diplomazia berlusconiana fatta di personalismi abbiamo sbilanciato largamente la nostra politica estera. Nessuno ha fatto come l’Italia mettendosi in una situazione quasi di subalternità. Questo ci indebolisce”. In ultimo il commento dell’ex ministro, ora deputato di Fli Andrea Ronchi: “Siamo di fronte ad un intervento giusto e sacrosanto – ha detto l’ex ministro – Abbiamo aspettato troppo tempo, l’intervento della coalizione è stato tardivo: l’Onu e l’Europa hanno balbettato, l’Italia doveva avere la guida delle operazioni .  Dobbiamo impegnarci non solo con una portaerei ma in prima persona perché questa è una battaglia per le libertà contro le dittature”.

Fabio Sciulli

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