Lampedusa è al collasso, protestano i residenti

A Lampedusa continua l’emergenza: nella notte altri 450 arrivi, ora i profughi sono quasi cinquemila.

Ancora sbarchi nella notte sull’isola Siciliana, circa 450. Viaggiavano su cinque imbarcazioni diverse, che sono state intercettate e scortate a terra degli uomini della capitaneria di porto. 43 immigrati, invece, erano riusciti ad eludere i controlli approdando, senza essere visti, direttamente sulla terra ferma, dove poche ore dopo sono stati fermati dai carabinieri.

 Intanto l’emergenza lampedusana continua. Nelle ultime ventiquattro ore ci sono stati 1470 arrivi. Ora sono quasi cinquemila, con esattezza 4789, i profughi presenti attualmente sull’isola, a fronte di una popolazione 6252 residenti, e di un centro di accoglienza che può ospitare massimo ottocento persone. La tensione rimane altissima e gli isolani continuano la protesta. Ieri per tutto il giorno hanno impedito che una nave, con a bordo il materiale per l’allestimento di una tendopoli, attraccasse al porto.

Anche per oggi si prevede una giornata di protesta da parte dei residenti. Mentre ieri il parroco dell’isola, Don Stefano Nastasi, ha rivolto un accorato appello alle istituzioni: “Continuano gli sbarchi di fratelli migranti, ma non con la stessa velocità con la quale arrivano le risposte alla comunità di Lampedusa e ai migranti in cerca di speranza – ha detto -. Tace ufficialmente il governo che opera unicamente tramite i suoi organi periferici ma non ascoltando le richieste della popolazione dell’Isola di Lampedusa”. “La popolazione – ha concluso il parroco – ha bisogno di risposte concrete e di presenze reali. L’assenza degli uomini di governo è stata ed è grave. Siamo non l’ultimo lembo d’Italia, ma la prima porta del mediterraneo. Non è più solo questione di tende precarie”.

E nella notte l’emergenza è arrivata anche a Catania. 117 gli immigrati, che a bordo di due imbarcazioni, sono arrivati nelle vicinanze del porto della provincia siciliana. La prima con una cinquantina di persone era incagliata sugli scogli di Riposto, mentre la seconda imbarcazione è stata intercettata a largo e scortata nel porto di Catania. Le persone arrivate hanno detto di essere cittadini libici in fuga. Alle operazioni partecipano carabinieri, guardia di finanza, Capitaneria di porto e polizia. Entrambi i gruppi di clandestini sono stati condotti nel PalaNitta di Librino per le procedure di identificazione ed i controlli medici.

Fabio Sciulli

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