Dal Giappone arrivano tracce di iodio 131 in Italia

Lo iodio 131 è un radioisotopo di riferimento in caso di incidente nucleare. Possiede una volatilità molto elevata, può essere captata dalla tiroide e può esporla a rischio di tumori. Le masse d’aria provenienti dal Giappone, sono arrivate fino noi, in Italia, ma si tratta di valori che non hanno “alcuna rilevanza di tipo radiologico”, senza quindi presentare rischi per la salute. A specificarlo è l’Ispra, l’istituto per il controllo del nucleare che ieri ha aggiornato il bollettino con i dati ricevuti dalla rete di sorveglianza.

Era previsto che tracce di iodio 131, la sostanza tossica che costituisce il primo segnale di radioattività dopo un incidente atomico, sarebbero state rilevate anche in Italia.
Dosi in percentuali minime di iodio 131 sono state monitorate dalle apparecchiature di alcune Regioni: Lombardia, Valle d’Aosta, Piemonte, Bolzano, Friuli Venezia Giulia, Toscana e Umbria.

Secondo Lamberto Matteocci, esperto dell’Ispra “Non c’è motivo di preoccuparsi -. Parliamo di quantità davvero minime, centinaia di volte inferiori a quelle che hanno interessato Stati Uniti e Canada. La stessa situazione si sta verificando in Francia e Spagna. Queste tracce non determinano l’alterazione dei valori del cosiddetto fondo di radioattività ambientale, quello che è presente in natura”.

. Tutti i cittadini italiani che si trovavano nelle zone colpite del Giappone sono risultati negativi ai test e in nessun caso è stato necessario somministrare pasticche di ioduro di potassio.
Il passaggio di masse d’aria con grado di contaminazione «infinitesimale» era stato annunciato da giorni. È un fenomeno globale.

Ma per quanto riguarda gli alimenti: potrebbero esserci ripercussioni a discapito della sicurezza? Il ministero della Salute ha già escluso questa eventualità.

Giusy Cerminara

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