Padova, studenti emiliani intossicati non curati perchè non veneti


Un’operatore della guardia medica rifiuta di visitare degli studenti perchè “non veneti”. E’ accaduto nel padovano, dove 14 ragazzi sono rimasti vittime di un’intossicazione di origine forse alimentare o forse provocata dall’acqua di una piscina termale. La scolaresca era in gita scolastica a Montegrotto.

Il fatto è avvenuto nella serata di giovedì scorso, quando gli studenti avevano presentato un malore. In quella occasione l’operatore della guardia medica avrebbe detto alle insegnanti di poter intervenire solo nel caso di pazienti veneti, appellandosi ad una presunta legge regionale. Così i ragazzi sono stati portati in ambulanza al pronto Soccorso dell’Ospedale di Abano Terme.

Ma l’Ulss 16 di Padova ha difeso il medico, il quale non avrebbe mai detto di non poter intervenire. La guardia medica avrebbe infatti solo consigliato alle insegnanti di chiamare il 118, visto l’alto numero di intossicati. Il direttore generale dell’Ulss 16 di Padova, Fortunato Rao, ha ricostruito la vicenda: le docenti avevano effettuato una prima chiamata in cui chiedevano un consulto su come affrontare la problematica riguardo ad un numero limitato di malori, ma successivamente è avvenuta una seconda telefonata in cui facevano presente che il numero di ragazzi intossicati era aumentato. Solo allora la guardia medica avrebbe consigliato loro di chiamare le ambulanze, le quali avrebbero trasportato gli studenti nel vicino ospedale di Abano. Quindi Rao riferisce che «da parte del sanitario non è mai stato detto che non poteva intervenire perchè i ragazzi non erano veneti». Sarebbe stato invece il medico il medico dell’albergo in cui la scolaresca alloggiava a non poter intervenire.


Anche l’assessore Luca Coletto ha replicato alle accuse rivolte all’operatore della guardia medica, affermando con rammarico che «non esiste al mondo che in una struttura sanitaria veneta possano essere rifiutate le cure a qualcuno che ne ha bisogno». Ha inoltre annunciato di andare a fondo sulla vicenda e di «assumere provvedimenti nei confronti di chi si fosse reso responsabile di questi comportamenti».

Gli studenti ora stanno bene, e sono rientrati a Reggio venerdì. Nonostante l’inconveniente, hanno aggiunto un album fotografico su facebook con il titolo “Che gita…che finale!“. Alla fine sembra che si siano comunque divertiti. Sicuramente non dimenticheranno mai questo viaggio.

Assunta De Rosa


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