Lampedusa: imbarchi bloccati,in Puglia sale la tensione

Sull’isola di Lampedusa il forte vento blocca gli imbarchi sulle navi per i trasferimenti.

Gli immigrati adesso sull’isola sono circa 4mila, ma un forte vento di ponente impedisce di fatto sia nuovi arrivi che le partenze via mare.

Nel frattempo, in Puglia, sono arrivati nuovi migranti: a Taranto è giunta in mattinata la nave Excelsior, del gruppo Grandi Navi Veloci, con a bordo 1.716 immigrati provenienti da Lampedusa, che sono stati trasferiti nella tendopoli allestita tra Manduria e Oria a bordo di tredici bus. E’ stato imponente il servizio di scorta con una quindicina di camionette di polizia, carabinieri e guardia di finanza. Pochi clandestini hanno parlato con i giornalisti. Qualcuno ha detto di aver pagato anche 1500 euro agli scafisti per raggiungere Lampedusa.

Lo sbarco dei nordafricani a bordo sta procedendo speditamente. Nella tendopoli di Manduria i profughi saranno identificati e solo successivamente potrebbero essere trasferiti in un altro campo di accoglienza che è stato allestito a Palazzo San Gervasio in provincia di Potenza. Per le 14 è previsto l’arrivo a Taranto della nave Catania, della flotta Grimaldi, con a bordo altri 600 immigrati, anche questi destinati alla stessa tendopoli.

Sull’emergenza a Lampedusa, interviene nel frattempo Amnesty International Italia: “è una crisi creata dal governo italiano e che poteva essere evitata” ha detto la dirigente Giusy D’Alconzo, mentre l’allarme di Medici senza Frontiere è sulle condizioni degli immigrati presenti sull’isola: “Sono ben al di sotto degli standard umanitari“. Medici senza Frontiere parla di: “condizioni igienico-sanitarie peggiori dei campi rifugiati“.

Nel frattempo continua a salire la tensione a Manduria, dove davanti al cancello di ingresso della tendopoli si sono verificati degli scontri. All’arrivo delle delegazioni guidate dall’ex ministro delle Politiche comunitarie Andrea Ronchi e del presidente del consiglio regionale pugliese, Onofrio Introna, gli immigrati si sono affacciati alla rete di protezione chiedendo libertà.

Sara Moretti

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