Omosessuale risarcito, non era idoneo per la patente


La Corte d’Appello ha confermato la sentenza di condanna contro i ministeri della Difesa e dei Trasporti, dando, finalmente,  ragione a Danilo Giuffrida, il giovane, che oggi ha 28 anni, e che, 10 anni fa alla visita di leva aveva pensato di dire la verità su se stesso, cioè aveva  rivelato di essere omosessuale, l’ospedale militare, allora, informò la Motorizzazione civile che il giovane non era in possesso dei “requisiti psicofisici richiesti” e la patente di guida fu sospesa in attesa di una revisione all’idoneità.

Un grave atto di discriminazione e omofobia, che ha causato un pesante danno esistenziale ad una persona che si è vista trattare in maniera ingiusta perché gay. Il giovane omosessuale sarà risarcito e per riprendere le parole pronunciate dal presidente della V sezione civile del Tribunale di Catania, Ezio Cannata Baratta, nel 2008, quando ci fu il primo grado del giudizio: “I comportamenti dei due ministeri hanno cagionato un grave danno e sofferenza per l’umiliante discriminazione subita”. Il comportamento delle due amministrazioni ha di certo gravemente offeso e oltraggiato la personalità del Giuffrida in uno dei suoi aspetti più sensibili e ha indotto in lui un grave sentimento di sfiducia anche nei confronti dello Stato”.


Ma la cosa più scioccante è che lo Stato abbia fatto appello contro il ragazzo, non rassegnandosi alla sentenza di primo grado che gli aveva dato torto. Infatti, in un primo momento il risarcimento a favore del giovane era stato fissato a 100.000 euro, ma purtroppo la recente sentenza espressa ha visto abbassato di molto l’indennizzo, facendolo scivolare a 20.000 euro. Una decisione, contro la quale ricorreranno il giovane e i suoi legali, i quali sono ancora sconcertati.

Giusy Cerminara


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