Terremoto Roma, domani 11 maggio 2011 chiusa la Camera dei deputati

Il conto alla rovescia sta per terminare. Meno un giorno e sapremo se Roma, domani 11 maggio 2011, verrà distrutta da un terremoto come profetizzato da Bendandi.

Intanto nella capitale non si parla d’altro. Basta avventurarsi all’interno dei vari mercati, o anche semplicemente soffermarsi ad un qualsiasi bar per un caffè per sentire quanto la storia del terremoto sia diventata il principale argomento di conversazione dei cittadini romani e non.

A parte il continuo domandarsi se “credere o non credere” i dati parlano chiaro, per domani 11 maggio, molte persone saranno in ferie, infatti i dipendenti pubblici in vacanza sarebbero tra il 15 e il 20 per cento in più rispetto a quelli presenti in ufficio l’anno precedente, e stando a quanto riferisce l’assessore al Personale, del comune di Roma, Enrico Cavallari ” a oggi ci risulta in ferie solo il 5% del totale , ma è una cifra destinata a salire, dal momento che bisogna calcolare le malattie e i permessi, che possono essere richiesti un giorno prima o il giorno stesso”.

La scena si ripete anche nelle scuole, infatti, diverse mamme allarmate dalla psicosi terremoto non manderanno i loro figli scuola.

Ma, se proprio volessimo trovare un minimo di prova a supporto della catastrofe imminente, allora la potremo rintracciare nel fatto che domani la Camera dei deputati rimarrà chiusa, con ciò “alimentando il dubbio che le alte sfere conoscono la verità e se la tengono per loro”, si legge sul sito Impatto Globale.

Ed è infatti nella Rete che si moltiplicano messaggi e consigli su come trascorrere la giornata di domani.
Ma è su Facebook che imperversano i gruppi “anti-sismici”, e allora si va da quelli più pacati e cauti che hanno creato il gruppo: “Abbracciamoci tutti a Villa Carpegna”, posto ideale per sottrarsi al crollo dei palazzi, a quelli un po’ più creduloni che invece hanno creato il gruppo:  “Terremoto o meno, io per sicurezza vado via da Roma”, gli increduli aderiscono al gruppo “11 maggio terremoto a Roma?”.

Ma di fronte a questo rincorrersi di notizie, leggende, e profezie a tranquillizzare tutti c’è il capo della Protezione civile, Franco Gabrielli, sia l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, che da giorni si sgolano a ripetere che di “bufala” si tratta” ma a quanto pare ha ricevuto poco riscontro il loro tentativo di rassicurare i cittadini capitolini, e allora ci pensa il capo della protezione civile comunale Tommaso Profeta: “Abbiamo ricevuto un sacco di chiamate dai cittadini ma non c’è nessun pericolo. Detto questo, il nostro piano contro le catastrofi naturali è pronto”, e allora  possiamo stare tranquilli!

Giusy Cerminara

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