Decreto Omnibus cerca di abolire i referendum

Il Governo ce la sta mettendo davvero tutta per bloccare il referendum sul nucleare. Nel programma del presidente Berlusconi, le centrali nucleari, chiuse una ventina d’anni fa, sono un punto essenziale per la riduzione di acquisto di energia elettrica a cui l’Italia deve far fronte ogni giorno. I recenti fatti giapponesi hanno messo in discussione l’utilizzo di queste energie in tutto il mondo, ma non nelle mire di Berlusconi. Ecco che, dopo l’incontro con il presidente francese Sarckozy, ha dichiarato in conferenza stampa, molto tranquillamente, che lui ha intenzione di bloccare il referendum, perché adesso tutti sono sconcertati e molto preoccupati per quello che potrebbe accadere in caso di disastro. In poche parole, votare a pochi giorni da un disastro nucleare, non è proprio la scelta giusta.

Così parte la richiesta di fiducia al governo, la quarantesima in 4 anni, fatto che non pone a favore della maggioranza. Il pomo della discordia è il decreto Omnibus, che dovrebbe servire a bloccare il quesito dei prossimi referendum, prossimi perché si terranno il 12 e 13 giugno.

I promotori dei referendum sono precisi e decisi nel dire che il “voto degli italiani” fa paura alla maggioranza. Per evitare che il popolo possa esprimere la propria opinione, si cerca di raggirare la legge, una pratica che qui, in Italia, è una vera e propria arte. Come dire, fatta la legge, trovato il cavillo.

Ma intanto il decreto domani sarà votato alla camera, mentre permane un presidio davanti a Montecitorio, dei comitati promotori dei referendum, quello anti-nucleare e per “l’acqua bene comune”. La scelta del Governo è anti-democratica, continuano a tuonare a sinistra e i comitati, visto che per raggiungere il referendum, è stata fatta una raccolta di firme in tutta Italia.

In Sardegna si è già votato e il referendum è stato un successo per i promotori che sicuramente si aspettano lo stesso risultato anche con quelli di giugno. Il Governo, per paura di perdere ancora una volta, sta cercando di evitare il voto, identica opzione per la censura che la Tv pubblica sta adottando in questo periodo proprio sui referendum. Nonostante le continue denunce alle autorità competenti e l’appello rivolto al presidente della Repubblica Napolitano, di cambiamenti non ce ne sono davvero stati.

Indigniamoci anche noi!!!

TC

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