Battero killer, aumentano le vittime: 25 i morti

 L’epidemia di E.coli, la potentissima variante chiamata batterio killer, ha fatto altre due vittime in Germania, mentre a Lussemburgo è in corso il summit straordinario dei ministri dell’agricoltura della Ue, dove dalla bozza della dichiarazione finale prende forma l’ipotesi di aiuti per 150 milioni di euro all’agricoltura.

Sale quindi a 25 il bilancio dei morti causati dal batterio killer, ventiquattro dei quali in Germania. Lo hanno annunciato le autorità sanitarie della Bassa Sassonia, spiegando che le due nuove vittime sono due donne, una di 74 e l’altra di 88 anni, morte rispettivamente martedì 31 maggio e mercoledì primo giugno mentre presentavano i sintomi di una sindrome emolitica e uremica (Shu), gravi disturbi renali provocati dal batterio E.coli. Oltre alle 24 vittime registrate in Germania, la Svezia aveva inoltre comunicato il decesso di una donna dopo essere stata contagiata durante un viaggio in Germania.I produttori di frutta e verdura devono ora affrontare un crollo elevatissimo delle vendite, in seguito all’epidemia del batterio E.Coli, tanto che la Commissione europea ha proposto di sbloccare un aiuto di circa 150 milioni di euro a favore dei produttori.

Si proporrà un importo di 150 milioni di euro “di aiuti finanziari per coprire le perdite degli agricoltori, i cui prodotti sono di fatto boicottati dai consumatori, preoccupati che insalata, cetrioli e pomodori possano essere portatori del batterio potenzialmente mortale”, ha dichiarato alla stampa il commissario all’Agricoltura, Dacian Ciolos.

Il commissario dell’Agricoltura ha poi precisato che la cifra esatta dipenderà dalle stime delle perdite che saranno conteggiate in ogni Paese: “Si prenderà il periodo da fine maggio, che contraddistingue l’inizio della crisi, a fine giugno” per calcolare l’importo dei risarcimenti, ha concluso.
Il ceppo particolarmente virulento e resistente del batterio E.coli, individuato nel Nord della Germania, ha già ucciso 25 persone; altre migliaia sono state contagiate.

Intanto continua il mistero sull’origine dell’infezione, dopo che ulteriori test ad Amburgo hanno nuovamente scagionato i germogli di soia: oggi c’è stata la prova definitiva, una delle vittime dell’infezione aveva comperato due confezioni di germogli di soia, ma ne aveva consumata una sola. L’altra era rimasta nel fondo del frigo per due settimane e, per quanto non più commestibile, è stata prelevata per le analisi. Ma queste hanno dato oggi esito negativo, come ha confermato Cornelia Pruefer-Storcks, ministro della Sanità del land di Amburgo. Erano state le autorità della Bassa Sassonia ad affermare domenica che i germogli di soia erano sospettati di veicolare il batterio killer.

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