Roberto Straccia ucciso in uno scambio di persona: doveva morire un ragazzo calabrese?

Pochi giorni prima di Natale, tre anni fa, gli appelli della famiglia di Roberto Straccia facevano il giro di tutte le tv e la sua foto sui giornali aveva davvero colpito tutto il paese. Uno studente scomparso: era uscito di casa per fare jogging, non era più tornato. Poi l’epilogo. il mare aveva ridato il suo corpo, era stato ritrovato sulle cose pugliesi, a centinaia di chilometri da Pescara. Ai genitori chi indagava aveva raccontato il finale poetico: Roberto era morto continuando la sua corsa tra le onde del mare, un suicidio; ma Roberto non aveva nessun motivo di togliersi la vita: era felice, stava per laurearsi ed era tranquillo come sempre. Era uscito di casa persino con una bustina di zucchero in tasca, con la pancera per sudare di più. Tutte cose che chi pensa al suicidio di certo non fa. Ma la svolta c’era stata, e questo fa male. A poche settimane dal ritrovamento del corpo alla procura di Pescara erano arrivate delle informazioni: un uomo in carcere con sua moglie parlava di qualcosa, e sembrava parlasse proprio della morte di Roberto Straccia. La persona intercettata avanzava una triste ipotesi: lo scambio di persona. I genitori di Roberto sono venuti a conoscenza di questo solo poche settimane fa, a pochi giorni da una possibile archiviazione del caso che dovrebbe chiudersi come suicidio.

Non finisce qui perchè l’avvocato della famiglia Straccia ha scoperto che la procura di Pescara aveva ricevuto anche altre informazioni. Una donna aveva infatti raccontato una storia molto particolare: diceva che Roberto era stato ucciso al posto di un suo familiare, che i killer avevano cercato la foto del ragazzo da uccidere su Facebook perchè erano anche andati all’ufficio anagrafe di un paese calabrese per chiedere la foto ma non l’avevano avuta ( per questo avevano anche incendiato la casa del sindaco di Mesoraca). E non si sa in quale modo, gli assassini forse erano arrivati alla foto di Roberto.

Ma in quella occasione con un semplice controllo su facebook i Carabinieri avevano dedotto che questo racconto era inverosimile. Non hanno quindi approfondito in merito. lo hanno fatto invece i giornalisti di Chi l’ha visto che hanno rintracciato il paese calabrese in questione, Mesoraca appunto, un centro in provincia di Crotone, e hanno chiesto al sindaco la sua collaborazione. Il sindaco ricorda questo fatto, come potrebbe dimenticare visto che la sua casa è stata incendiata e ancora i colpevoli non sono stati presi ( questo accadeva pochi giorni prima della morte di Roberto). I suoi collaboratori rintracciano la foto in questione, foto che viene mostrata in tv ma non completamente. I genitori di Roberto e la stessa Federica Sciarelli restano senza parole: la somiglianza tra i due ragazzi è impressionante, come aveva detto il signore in carcere che spiegava a sua moglie tutte le somiglianze tra i due. Che le cose possano essere andate davvero così?

Oggi la famiglia Straccia cerca la verità: come è morto Roberto, è stato ucciso? Chi lo ha ucciso?

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