La ministra Fedeli: “I genitori devono rispettare la legge, andate a prendere i vostri figli a scuola”

ministra fedeli parla ai genitori degli studenti

La ministra Fedeli ha scelto di parlare ai genitori di tutti gli studenti minori di 14 anni a Tagadà su La7. La donna ha parlato della legge a tutela dei minori, la quale pensa a salvaguardare l’incolumità dei ragazzi. La responsabile dell’Istruzione ha anche affermato che l’autonomia è comunque importante, ma andrebbe sperimentata di pomeriggio. Qualora i genitori non potessero, dovrebbero dare questo compito ai nonni. Dunque, i ragazzini che tornano a casa dalle scuole medie, da soli, dovranno ora cambiare le loro abitudini. Infatti, vi è proprio una legge nazionale che stabilisce ciò.

LA MINISTRA FEDELI A TAGADA’ ULTIME NOTIZIE: ECCO COME DEVE AVVENIRE IL PERCORSO SCUOLA-CASA PER I MINORI DI 14 ANNI

I minori di 14 anni, che frequentano le scuole medie, non potranno più tornare a casa da soli dopo il suono della campanella. A stabilirlo è proprio una legge nazionale. Così, la responsabile dell’Istruzione, la ministra Fedeli, ha scelto di chiarire le idee a tutti i genitori italiani. I ragazzi dovranno attendere l’arrivo di un adulto, il quale ha scelto di prendersi questa responsabilità, per fare rientro a casa dopo l’uscita da scuola. Intervistata in televisione a Tagadà, la ministra ha chiarito le idee a tutti i presidi che, fino ad ora, hanno dato la libertà alle famiglie di scegliere come sarebbe avvenuto il rientro a casa degli studenti minori di 14 anni. Pertanto, la Fedeli ha ricordato che “i presidi devono seguire la legge, bisogna andare a prendere i figli a scuola”. Inoltre, la ministra conferma: “Questa è la legge, e deve essere rispettata. I genitori devono esserne consapevoli”. Quando le è stato chiesto se lei farebbe tornare i suoi nipoti a casa da soli, la Fedeli ha risposto di essere una persona che rispetta le leggi e, quindi, sì.

LETTERA DI APPELLO AL PARLAMENTO DA PARTE DEI PRESIDI: LA BATTAGLIA CONTINUA, LA RISPOSTA DEL PD

Il caso è venuto fuori dopo una lettera di appello inviata sia al Parlamento che al governo, da parte di alcuni presidi. Si tratta di una battaglia dove da una parte si vedono i dirigenti pronti a liberalizzare il percorso scuola-casa e dall’altra chi condanna appunto questa idea. Il tutto è nato da una sentenza della Cassazione, attraverso la quale sono stati condannati preside e docente per non aver affidato uno studente, morto quindi anni fa, ad un adulto. Stando alle ultime notizie, è dopo questo avvenimento che alcuni istituti hanno diffuso il nuovo regolamento che impone la consegna degli studenti nelle mani di un adulto. Secondo la ministra, non ci dovrebbe essere nessuna battaglia, poiché questa è la legge e va rispettata. Dopo la Fedeli a parlare ci pensa la responsabile della Scuola del Pd, Simona Malpenzi. “Comprendiamo le preoccupazioni della ministra Fedeli: la sentenza della Corte di Cassazione di Firenze ha aperto una questione delicata rispetto al tema dell’uscita da scuola dei ragazzi delle medie.” Nonostante ciò, la responsabile ammette: “crediamo sia necessario trovare una soluzione che consenta ai genitori di scegliere se far tornare o meno i figli da soli a casa e che liberi i dirigenti scolastici da ogni responsabilità. Per questo, assieme ai colleghi del Partito democratico in commissione Istruzione, sto preparando una proposta di legge che intervenga per risolvere una situazione che sta creando comprensibili disagi tra i genitori e il personale della scuola”.

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