Caso Sacchi, lo scambio di sms tra Luca e Anastasyia: lei voleva andare a vivere con Princi


Emergono nuovi dettagli sul caso Luca Sacchi. E’ iniziato il processo e già arrivano i primi colpi di scena. Dalle indagini infatti è emerso che Luca Sacchi sapesse che il suo amico Giovanni Princi era uno spacciatore, sono stati resi noti alcuni sms che non lasciano dubbi. Inoltre, dallo scambio di messaggi tra Luca e Anastasyia, la sua fidanzata, si evince che si stessero preparando per andare a vivere insieme ma economicamente avevano dei problemi per cui continuavano a rimandare. Una situazione complessa che portava i due a litigare. La ragazza infatti, pur di andare a vivere in un altro appartamento, sarebbe stata disposta a condividere la casa con Giovanni Princi ma Luca non voleva farlo.

Non solo, dall’analisi dati dei cellulari e del GPS delle macchine dei ragazzi risulterebbe che Luca sia stato nei presi di Casal Monastero anche giorni prima rispetto allo scambio che gli è poi costato la vita. Cosa sapeva quindi di quello che dovevano fare Princi, Anastasya, e gli altri?

Cinque giorni prima che Luca fosse ucciso, i cellulari della coppia agganciano le celle del quartiere dove vivono Princi e del Grosso; secondo quanto è emerso, tra le 15.30 e le 16 attaccano le celle del quartiere. In quell’occasione c’è anche uno scambio di messaggi tra i fidanzati: “Amo’, novità? Amo’ attieniti ai piani”, scrive la vittima. La fidanzata taglia corto: “Ci vediamo dopo“. E Luca Sacchi scrive: “Spero tu faccia come mi hai detto se no ti meno, se scopro che hai fatto le cose senza di me…”.

OMICIDIO LUCA SACCHI: LO SCAMBIO DI MESSAGGI TRA ANASTASYIA E LUCA

Da quello che emerge dai messaggi che i due si scambiano, Luca non ha la stessa fretta di lasciare la casa dove vive con i suoi genitori, della sua fidanzata che invece già da anni vorrebbe vivere con lui.

Luca scrive: “La nostra situazione generale di vita. Sai cosa penso. Penso che io e te non siamo come loro. Loro sono come dire più randagi rispetto a noi “. Anastasyia risponde: “Sì”. E Luca chiarisce: “Noi possiamo avere una vita molto più tranquilla per le carte che abbiamo. Loro non hanno la nostra situazione, secondo me. Lavorarci sì, ma viverci insieme come una piccola famiglia no. Lui è uno spacciatore di discreto livello e la polizia è il problema minore. Per lui noi siamo super puliti. E non capisco perché tu vuoi andarci a vivere. Tipo due mesi fa eri diversa, mi pari matta” .

La compagna risponde: “Amore, io se sto a casa mia, lascia sta che tantissimo sono stata da te, anzi sempre negli ultimi tempi, io un altro anno a casa con loro in questo spazio minuscolo mi vergognerei, devo ancora a 26 anni rientrare in silenzio a casa e non potermi lavare bene perché sennò sveglio qualcuno. Lu’, non è che ero diversa, è che se tu mi avessi detto di andare a vivere insieme io e te ci andavamo già due anni fa per me, ma io sto sempre qua a spera’ che qualche amica mia me lo proponga ma te ne rendi conto? E tu a dirmi sempre la stessa cosa”: “Sì, Amo’, ma io sto bene a casa” e io no e da sola dovrei fare la prostituta per mantenermi, ma dai (mi pari matta), sono solo stufa, amo’”.

A Luca l’idea di dividere la casa con una persona che spaccia non piace e commenta: “Il problema è che non è una mossa magnifica andare lì con entrambi. Più con lui”.

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